Rassegna stampa del 25 ottobre 2011
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

La giocata al lotto va comunicata

Spesometro. Sul sito delle Entrate le risposte ai quesiti delle associazioni di categoria.
Nei contratti collegati soglia verificata sommando i valori

Obbligo di comunicazione anche per le giocate del lotto: se superiori alla soglia di rilevanza, alimenteranno lo "spesometro".
La fattura riepilogativa non va scomposta nelle diverse operazioni che documenta, ma va trattata unitariamente.
Nei contratti collegati, la soglia va verificata sommando il valore complessivo di essi, e non con riferimento ai corrispettivi dell'anno solare (criterio valido, invece, per i contratti periodici).
Sono alcune delle risposte fornite dall'agenzia delle entrate ai quesiti presentati dalle associazioni di categoria in merito alla compilazione della comunicazione telematica delle operazioni Iva da 3.000 euro in su, istituita dall'art. 21 del dl 78/2010, il cui tracciato è stato ridefinito dal recente provvedimento del 16/9/2011. Provvedimento che ha differito al 31/12/2011, in realtà, al 2/112012, il termine per la presentazione della comunicazione delle operazioni 2010 (la cui soglia è elevata a 25.000 euro)

Italia oggi - 25 ottobre 2011 - F. Ricca - pag. 33

Il redditometro oggi si presenta. Categorie in allerta

La "prima" per associazioni e ordini

È il giorno della verità per il nuovo redditometro.
Oggi il nuovo strumento viene presentato all'agenzia delle Entrate e le categorie presenti all'incontro pongono una serie di paletti per un uso "ragionato" della rinnovata modalità di accertamento attraverso la valutazione delle spese effettuate dai contribuenti.
La prima indicazione che emerge è ovviamente quella dell'attesa.
La prima presentazione del redditometro era avvenuta più di un anno fa: adesso c'è l'aspettativa di vedere le novità intervenute.
Detto questo, però, molti sono i "non vogliamo" delle categorie. Una prima avvertenza viene da Andrea Trevisani (Confartigianato): «Trattandosi di risultati frutto di elaborazioni statistiche va evitato di trarre la facile conclusione che il reddito ricostruito sia quello "reale"». Invece, ricorda Trevisani, «si tratta di un reddito "possibile", da cui dovrebbe discendere la natura di presunzione semplice del risultato, la cui gravità, precisione e concordanza deve nascere all'interno del contraddittorio».
E per Claudio Carpentieri (Cna) «va evitata ogni applicazione non ragionata, e comunque l'utilizzo del redditometro va orientato verso gli evasori totali o peri casi in cui è più marcata la distanza tra consumi dichiarati e e redditi».
Inoltre, afferma Carpentieri, «occorre tener conto anche dei risultati degli studi di settore, perché La «prima» per associazioni e Ordini Il redditometro oggi si presenta Categorie in allerta nella determinazione del red- L'anticipazione dito d'impresa ci sono molti elementi figurativi che abbattono il reddito dichiarato, ma in modo del tutto legittimo». L'intreccio tra redditometro e situazione di coloro che applicano gli studi rappresenta una preoccupazione condivisa.

Il sole 24 ore - 25 ottobre 2011 - A. Criscione - pag. 33

L'autotutela finisce a carico dell'Agenzia

Risarciti i costi della consulenza

Se per ottenere l'annullamento dell'atto impositivo in via di autotutela da parte dell'agenzia delle Entrate il contribuente sostiene dei costi di consulenza, l'amministrazione è tenuta a risarcirli.
A precisarlo è la Cassazione, sezione Prima, con la sentenza 21963 depositata 1124/10/2011.
Un contribuente riceveva un accertamento ritenuto illegittimo e a seguito di richiesta del suo commercialista, l'ufficio dell'Agenzia provvedeva all'annullamento in autotutela.
Il contribuente si rivolgeva al giudice di pace per ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali, rappresentati dal compenso pagato al commercialista. L'Agenzia in Cassazione eccepiva da un lato l'errore di citazione dell'ufficio locale, stante la legittimazione a resistere, nei processi differenti da quelli innanzi alle commissioni tributarie, della direzione generale; dall'altro contestava l'assenza di un obbligo per l'amministrazione di procedere in via di autotutela, con la conseguente impossibilità di configurare una colpa dell'ufficio.
La Corte ha respinto entrambi i motivi e in particolare in merito all'autotutela ha evidenziato che non era in discussione il diritto del contribuente di ottenere l'autotutela ovvero il ritardo nella sua emanazione, ma il danno patito dal contribuente stesso per effetto dell'atto illegittimo. Poiché per rimuovere tale provvedimento egli ha dovuto sostenere delle spese, chi ha cagionato tale danno (l'ufficio dell'Agenzia) deve risarcirlo.
L'interessante pronuncia si inserisce in un filone giurisprudenziale, condivisibile e ormai consolidato, che ritiene, in linea di principio, la Pa responsabile per il mancato o ritardato annullamento di un atto illegittimo, nell'esercizio del potere di autotutela, ove tale comportamento abbia arrecato un danno al privato.

Il sole 24 ore - 25 ottobre 2011 - A. Iorio - pag. 31

Incentivi per giovani e donne

Decontribuzione per gli under 25 e stipendi light in cambio dell'asilo nido

Incentivi in arrivo per l'assunzione delle donne e dei giovani.
Il pacchetto di misure per l'occupazione inserito nell'articolato del decreto sviluppo prende sempre più forma. E promette, se confermato, sgravi con tanto di quantificazioni economiche che smentiscono l'ipotesi finora circolata di un provvedimento a costo zero.
Per i datori di lavoro che assumono, tra il 2012 e il 2013, giovani under 25 con sei mesi di disoccupazione alle spalle (o under 35 con almeno 12 mesi), sarà assicurata per 36 mesi una decontribuzione che allinea l'aliquota a quella degli apprendisti, vale a dire all'8%.
La misura, stando alle quantificazioni dei tecnici, potrebbe riguardare almeno 90mila lavoratori, una platea dalla quale sono esclusi i beneficiari di altre misure.
Immaginando una permanenza media nell'agevolazione di 5 mesi e con una probabilità di rimanere occupati del 30%, gli oneri previsti sono pari a 265 milioni nel 2012, 38o milioni nel 2013,145 nel 2014 e 60 nel 2015.
Per le assunzioni delle donne, finalizzata ad avvicinare l'Italia il più possibile al target di un tasso di occupazione femminile al 60% entro il 2020, l'incentivo si applicherà invece «per i primi tre (cinque) anni del rapporto» nei contratti a tempo indeterminato e per «i primi 5 (sei) anni» in quelli a termine.
Con un'altra misura si riconosce poi la possibilità di prevedere, con accordi aziendali, che il datore di lavoro e il lavoratore possano accordarsi su una retribuzione inferiore a quella dovuta, in cambio di servizi messi a disposizione dei lavoratori, quali «asili nido, servizi alla persona ovvero misure per la mobilità».
L'accordo tra le parti individua la durata dello scambio che viene introdotto, i tempi ed i modi per l'erogazione del servizio e la corrispondente riduzione salariale prevista, sulla quale non saranno dovuti contributi assistenziali e previdenziali.
Sempre per incentivare l'ingresso o il reingresso nel mercato del lavoro delle madri con uno o più figli, si prevedono poi sgravi contributivi e Irpef peri nuovi contratti part-time.

Il sole 24 ore - 25 ottobre 2011 - D. Colombo - pag. 13