Rassegna stampa del 26 ottobre 2011
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

La rassegna stampa viene sospesa dal 27 ottobre al 2 novembre
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Deadline 31 ottobre

 
Antiriciclagglio. Lo specifica un comunicato Uif.
Per segnalare operazioni sospette

È il prossimo 31 ottobre la data ultima per la completa e cogente operatività del nuovo sistema di raccolta e gestione delle segnalazioni di operazioni sosspette di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo mediante via telematica.
È quanto si evince dal comunicato Uif del 24/10/11, pubblicato ieri sul sito.
Con tale puntializzazione l'Uif pone fine al periodo transitorio che si era instaurato a partire dallo scorso 16 maggio, data di entrata in vigore della modalità telematica di inoltro delle segnalazioni, alla quale, tuttavia era stata concessa un'appendice temporale in cui, fino a nuova comunicazione dell'Uif, i segnalanti potevano continuare a inoltrare le segnalazioni già in corso di istruttoria al 16 maggio 2011 con il precedente sistema di trasmissione (ossia in modalità cartacea). A partire dal primo novembre, pertanto, le segnalazioni andranno trasmesse esclusivamente per via telematica mediante l'utilizzo del data entry disponibile sul portale Infostat-Uif ovvero mediante upload, da effettuarsi sempre dal predetto portale, di files predisposti con software applicativi degli utenti, rispettando gli standard tecnici prescritti nellgi allegati del provvedimento del 4/5/2011 pubblicato sul sisto della Banca d'Italia, sezione Uif

Italia oggi - 26 ottobre 2011 - C. Feriozzi, L. De Angelis - pag. 35

Redditometro senza automatismi

 
Befera «Strumento a supporto dell'accertamento» - Sperimentazione da novembre a febbraio

«Il nuovo redditometro non sarà utilizzato per accertamenti di massa. Sarà uno strumento di compliance». Dovrà supportare l'attività di accertamento del fisco sulle persone fisiche cercando di orientare i contribuenti a dichiarare al fisco un reddito "coerente" rispetto alla loro reale capacità di spesa.
È questo il messaggio che il direttore dell'agenzia delle Entrate, Attilio Befera, ha voluto lanciare a chiare lettere alle associazioni di categoria e ai professionisti nel corso della presentazione del nuovo strumento di controllo. E anche a chi tra i presenti gli chiedeva di voler conoscere in questa fase di sperimentazione "la scatola nera" del nuovo redditometro per verificare la fondatezza dei risultati a cui giunge la procedura di calcolo, Befera ha risposto che «con il nuovo redditometro il Fisco avrà un approccio di verifica e di sola analisi del rischio di evasione».
Con il redditometro «avremo la possibilità di non scocciare - ha aggiunto Luigi Magistro, direttore centrale Accertamento delle Entrate - chi non merita di essere scocciato e non impiegheremo risorse inutilmente, quando Associazioni e professionisti Promosso il metodo ma guardia alta sul reale utilizzo del meccanismo c'è una grande massa imponibile da far emergere».
La funzione matematica messa a punto si riferisce a cinque aree geografiche (Nord-Est, Nord-Ovest, Centro, Sud, Isole), 11 tipi di nuclei familiari e cento voci di spesa divise in sette categorie (si veda il grafico della pagina precedente).
Il nuovo strumento, come ha spiegato Giampiero Brunello, presidente e ad di Sose, da inzio novembreentra nella fase sperimentale in cui le accnriazioni di categoria ricopriranno un ruolo chiave perla bontà del test Infatti, sulla base dei loro esempi che saranno chiamati a inviare a Sose in forma autonoma, il Fisco valuterà i risultati del nuovo strumento e «solo quando si avrà un elevato grado di affidabilità e attendibilità - ha detto Brunello - il software sarà reso dispombile».
L'obiettivo sarà comunque quello di mettere a disposizione dei contribuenti il software per fine febbraio. Intanto ieri Befera e Magistro hanno incassato il via libera delle associazioni di categoria e dei professionisti.

Il sole 24 ore - 26 ottobre 2011 - M. Mobili - pag. 17

Illeciti online, indennizzi più facili

Giustizia. La Corte Ue precisa l'identikit dell'autorità giudiziaria cui si può rivolgere chi lamenta un danno alla personalità.
Possibile chiedere il risarcimento integrale al tribunale del luogo di residenza

Chi ha subìto un danno alla persona via internet (per esempio una diffamazione) può rivolgersi direttamente ai giudici del proprio Stato di residenza per chiedere la soddisfazione integrale del danno. In alternativa può chiamare in causa, ma solo pro quota, i giudici di ciascuno degli Stati dell'Unione europea nei quali sono stati diffusi i contenuti contestati. Lo chiarisce la Corte di giustizia europea nelle sentenze a proposito delle cause C-5o9/o9 e C-i6i/io mettendo a punto quanto aveva già in precedenza stabilito per il solo caso della diffamazione su organi di stampa.
Diversi i profili delle due controversie approdate alla Corte. Nella prima è in questione il diritto di una società austriaca, la eDate Advertising, che gestisce un portale internet accessibile all'indirizzo www.rainbow.at, a pubblicare le notizie relative alla vicenda giudiziaria di due cittadini tedeschi condannati per un gravissimo reato.
Nel secondo caso si tratta invece di un classico gossip: un testo redatto in inglese e intitolato «Kylie Minogue è di nuovo con Olivier Martinez» è apparso sul sito internet del quotidiano britannico Sunday Mirror, insieme a dettagli relativi all'incontro tra la cantante australiana e l'attore francese. Quest'ultimo e suo padre, Robert Martinez, lamentano violazioni della loro vita privata e del diritto all'immagine di Olivier Martinez e, in Francia, hanno agito in giudizio contro la ocietà britannica Mgn, editrice del Sunday Mirror.
La Corte, nell'affrontare la problematica, ha innanzitutto precisato che la pubblicazione di contenuti su internet si distingue dalla diffusione, circoscritta territorialmente, di un testo a stampa: contenuti online possono essere consultati istantaneamente da un numero indefinito di persone, ovunque nel mondo.
Pertanto la diffusione universale, da una parte, può aumentare la gravità delle violazioni dei diritti della personalità e, dall'altra, rende estremamente difficile individuare i luoghi di concretizzazione del danno che può derivare da queste violazioni.
A differenza poi di quanto avviene a mezzo stampa, dove è stata affermata la competenza in linea di massima dello Stato del luogo dove ha sede l'editore, i giudici europei ritengono che l'impatto sui diritti alla personalità (come quello alla reputazione) di un'informazione messa in rete può essere meglio valutato dal giudice del luogo dove la vittima ha il proprio centro di interessi.

Il sole 24 ore - 26 ottobre 2011 - G. negri - pag. 35