Rassegna stampa del 3 novembre 2011
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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Il domicilio per le notifiche si sceglie anche online

Agenzia Entrate. Il modello dopo le novità del Dl 78/2010

Dal 2012 i contribuenti, che intendono ricevere gli atti del Fisco in luogo diverso dal proprio domicilio fiscale, dovranno usare un nuovo modello, che potrà essere presentato per raccomandata con ricevuta di ritorno o in via telematica.
Con provvedimento del 2 novembre 2011, protocollo n 6331/2011, l'agenzia delle Entrate ha approvato il modello e le istruzioni per comunicare i dati relativi al domicilio perla notifica degli atti.
Il modello, che potrà essere usato a partire dal 2 gennaio 2012, si è reso necessario a seguito delle modifiche apportate all'articolo 60 del Dpr 600/1973, dall'articolo 38, comma 4, (Dl 78/2010). 122.
L'articolo 60 richiamato, che ha per titolo "notificazioni", al primo comma, lettera d), stabilisce che il contribuente può eleggere domicilio presso una persona o un ufficio nel Comune del proprio domicilio fiscale perla notificazione degli atti o degli avvisi che lo riguardano.
Due le modalità per la comunicazione.
La prima è quella della presentazione cartacea, compilando il modello da inviare mediante raccomandata con avviso di ricevimento all'ufficio dell'agenzia delle Entrate competente in base al domicilio fiscale del contribuente.
La seconda è la presentazione telematica, direttamente dal contribuente abilitato ai servizi telematici; è esclusa la possibilità di presentare il modello tramite gli intermediari.
Il modello per comunicare i dati relativi al domicilio per la notifica degli atti, a norma dell'articolo 60 del Dpr 600/1973, deve essere usato dal contribuente per indicare un indirizzo, diverso da quello del proprio domicilio fiscale, dove ricevere (se vuole fare una scelta in questo senso) la notifica degli atti e degli avvisi dell'agenzia delle Entrate, cosiddetta "elezione di domicilio" per la notifica degli atti.

Il sole 24 ore - 3 novembre 2011 - T. Morina - pag. 37

Stretta sulle compensazioni

Fisco e contribuenti. L'analisi degli effetti del mancato pagamento degli accertamenti esecutivi.
Chi non versa gli importi provvisori non può utilizzare i crediti

Stop alle compensazioni orizzontali per chi non adempie, entro il termine per la presentazione del ricorso, all'intimazione di versamento degli importi richiesti dai "nuovi" accertamenti esecutivi, pari ad un terzo dei tributi richiesti con relativi interessi e spese di notifica.
È questo l'effetto del combinato disposto di due diverse disposizioni contenute nel Dl 78/2011 e ad oggi entrambe in vigore, dopo che il 1° ottobre scorso è scattato il semaforo verde per gli accertamenti che concentrano in sé anche la natura di atti della riscossone.
Ciò si verifica perché a questi atti vanno oggi attribuiti «i riferimenti contenuti in norme vigenti al ruolo e alla cartella di pagamento».
L'articolo 29 del decreto 78, nel prevedere l'esecutività degli avvisi di accertamento emessi dall'agenzia delle Entrate a partire dal i ottobre scorso ai fini delle imposte sui redditi, dell'Irap e dell'Iva con riferimento ai periodi d'imposta 2007 e successivi, ha sostanzialmente posto i destinatari di tali atti di fronte a un bivio.
Tralasciate le ipotesi dell'acquiescenza, della definizione in adesione (Dlgs 218/1997) e quella (decisamente sconsigliabile) consistente nel lasciare che l'atto divenga defmitivo, il contribuente raggiunto dall'atto esecutivo e che ha deciso di impugnarlo in commissione tributaria può scegliere di adempiere all'intimazione di versamento degli importi dovuti per la riscossione a titolo provvisorio (articolo 15 del Dpr 602/1973) riportati nelle "avvertenze" dell'atto medesimo, oppure no.
Nel primo caso, egli "anticipa" parte delle somme che secondo le Entrate sarebbero dovute, in attesa che un giudice stabilisca chi ha ragione.
Nel caso di decisione favorevole al contribuente, le somme verranno (ordinariamente) rimborsate entro sessanta giorni dalla notifica di questa (articolo 68, comma 2, del Dlgs 546/1992 e circolare n. 49/F12010).
Ove, invece, il contribuente decida di non versare tali somme, aggiunge al ricorso l'istanza per la sospensione giudiziale dell'esecuzione dell'atto, ai sensi dell'articolo 47 del Dlgs 546/1992, il cui comma 5-bis, prevede che su tale istanza la commissione tributaria debba decidere entro 180 giorni dalla presentazione.

Il sole 24 ore - 3 novembre 2011 - G. Gavelli, G. Valcarenghi - pag. 37

Videosorveglianza doc

Sistemi autorizzati dal Garante privacy

I sistemi pubblici di videosorveglianza intelligente devono essere preventiamente autorizzati dal garante. Lo ha chiarito l'Autorità per la protezione dei dati personali con la nota n. 18197 del 13 settembre 2011.
Il comune di Grugliasco ha richiesto chiarimenti circa l'implementazione del proprio sistema di videosorveglianza con tecnoclogie evolute, in grado di focalizzare l'attenzione del grande fratello su ambiti specifici, in concomitanza con eventi che attivano il sistema elettronico.
La legge 38/2009 di conversione del dl 11/2009, ha modificato sensibilmente il panorama normativo in materia di videosorveglianza.
Le immagini raccolte dagli impianti comunali possono ora essere utilizzate anche per la tutela della sicurezza urbana e conservate fino ai sette giorni.
L'utilizzo delle tecniche di videosorveglianza locale è sempre stato collegato alle finalità tradizionali dei comuni ovvero il controllo del traffico e la tutela delle proprietà comunali.

Italia Oggi - 1 novembre 2011 - S. Manzelli - pag. 21