Rassegna stampa del 7 novembre 2011
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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Antiriciclaggio soft

 
Una circolare sulle operazioni superiori a 2.500 €.
Ok prelievi e versamenti oltre soglia

Antiriciclaggio senza automatismi sui limiti per l'utilizzo del denaro contante richieste da un cliente non concretizzano automaticamente una violazione e, pertanto, non comportano l'obbligo di effettuare la comunicazione al ministero dell'economia e delle finanze.
Tale comunicazione è dunque obbligatoria solo qualora concreti elementi inducano a ritenere violata la disposizione normativa. Lo evidenzia il ministero dell'econonomia e delle finanze con una circolare diffusa ieri e condivisa con Banca d'Italia, Unità di informazione finanziaria e Guardia di finanza, avente a oggetto "Circolare esplicativa in materia di disciplina antiriciclaggio; obblighi di comunicazione ai sensi dell'articolo 51 del dlsg 231/2007".

Italia oggi - 5 novembre 2011 - G. Galli, C. Bartelli - pag. 33

Piccoli passi verso il fisco leggero

 
Attesa per il maxiemendamento alla legge di stabilità: tra le ipotesi lo sgravio per chi capitalizza

Ci sono parole che dicono tutto: nel caso delle bozze preparate dai tecnici in vista del maxiemendamento, le parole chiave sono quelle scritte sopra, sotto e a margine del dato normativo.
«Da modificare», si legge accanto a molti articoli. «Testo provvisorio», appare in qualche caso. E ancora: «Contrarietà ministro...», «ok», «riserva Dagl» (la sigla che indica il dipartimento pergli affari giuridici e legislativi di Palazzo Chigi: un modo per dire che gli esperti legislativi non sono favorevoli alla norma).
Le annotazioni dei tecnici offrono uno spaccato sugli ultimi, travagliati giorni di lavoro. In ballo c'è il testo del maxiemendamento alla legge di stabilità, in cui il Governo si propone di condensare le misure per il rigore e la crescita economica.
La presentazione in commissione Bilancio del Senato è annunciata per oggi - salvo imprevisti - e non è difficile prevedere un lavoro di aggiunte e cancellazioni fino all'ultimo minuto.
Senza trascurare il cammino parlamentare del provvedimento, che si annuncia tutt'altro che agevole e legato a doppio filo alle sorti politiche della maggioranza.
Tra le ipotesi circolate nei giorni scorsi, c'è il ritorno della vecchia Dit (la Dual income tax), con la nuova denominazione di Ace (Aiuto alla crescita economica): un premio fiscale al rafforzamento patrimoniale delle imprese, che consiste nella detassazione di una quota di reddito pari alle somme usate per ricapitalizzare l'azienda.
Un altro pacchetto di interventi allo studio riguarda il rilancio delle infrastrutture, con l'obiettivo di attivare nuovi investimenti senza impegnare fondi statali.
Va in questa direzione il progetto della cosiddetta Tremonti-infrastrutture: uno sgravio fiscale Ires e Irap per chi mette in cantiere lavori pubblici.
Sempre su questo fronte, interviene anche la norma che facilita l'emissione di obbligazioni da parte delle società di progetto.
Lo scopo dichiarato, in questo caso, è permettere agli sviluppatori che utilizzano il project financing di reperire finanziamenti privati.
La misura più attesa dalle imprese è però un'altra: la riduzione dell'Irap, eterna promessa della politica al mondo produttivo.
In una delle ultime versioni del testo allo studio, si ipotizza solo una leggera limatura, concedendo alle Regioni la facoltà di ridurre la base imponibile del tributo, escludendo le somme versate ai lavoratori per i premi di produttività.

Il sole 24 ore - 7 novembre 2011 - C. Dell'Oste, G. Parente - pag. 3

Reati fiscali, patteggiamento a rischio

Accertamento. Le precedenti «letture» della giurisprudenza contestano l'efficacia dell'adesione nell'estinzione del debito.
Con la manovra di Ferragosto il contribuente deve prima rimuovere l'illecito tributario

La riforma dei reati tributari, arrivata con l'approvazione della manovra di Ferragosto (Dl 138/2011, convertito dalla legge 148/2011), ha previsto che la possibilità di beneficiare del patteggiamento comporta obbligatoriamente l'estinzione della violazione fiscale che ha determinato l'illecito penale. "Cancellazione" che può avvenire in vari modi.
Tuttavia, in base a un orientamento della Cassazione risalente al 2004 e poi ribadito anche in seguito, l'accertamento con adesione sarebbe escluso.
La circostanza è molto rilevante in quanto è prevedibile che in futuro - non fosse altro per beneficiare del gatteggiamento - molti contribuenti imputati per reati tributari proveranno a estinguere il debito tributario, facendo ricorso principalmente all'accertamento con adesione che rappresenta la modalità più conveniente.
Il quadro normativo
L'articolo 13 del Dlgs 74/2000, prima delle modifiche introdotte dalla conversione del Dl 138/2011, stabiliva che le pene previste per i delitti tributari erano diminuite fino alla metà e non si applicavano le pene accessorie previste se, prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado, i debiti tributari relativi ai fatti costitutivi dei delitti, venissero estinti mediante pagamento, anche a seguito delle speciali procedure conciliative o di adesione all'accertamento previste dalle norme tributarie.
Le modifiche introdotte il 17 settembre scorso prevedono che la diminuzione delle pene, una volta estinto il debito tributario, sia di un terzo e non più della metà.
Ma se il contribuente vuole ottenere il patteggiamento, deve obbligatoriamente estinguere il debito e quindi far ricorso alla citata procedura.

Il sole 24 ore - 7 novembre 2011 - A. Iorio - pag. 1