Rassegna stampa del 10 novembre 2011
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

L'Iva pesa ancora sul concordato

L'accordo preventivo apre solo alla dilazione della pendenza

In occasione del concordato preventivo l'imprenditore in crisi può tentare di ottenere un abbattimento delle pendenze con il fisco.
Per l'Iva e le ritenute operate e non versate può invece beneficiare solo di una dilazione. In tale contesto l'interessamento dell'agenzia delle Entrate con la richiesta della transazione non è obbligatorio (sentenze della Cassazione 22931 e 22932 del4 novembre 2011, si veda Il Sole 24 ore del 5).
La scelta L'imprenditore interessato a una procedura di concordato preventivo può scegliere se interpellare o meno preventivamente il fisco per i crediti tributari vantati.
Se decide di non interessarlo, l'amministrazione assume il medesimo ruolo degli altri creditori con analoghi diritti e doveri.
Ne consegue che per l'abbattimento dei debiti non è necessario il consenso del fisco, potendosi ottenere la loro falcidia anche in presenza del voto contrario dell'amministrazione. In tale ipotesi gli importi fiscali non devono incidere in modo rilevante, altrimenti il consenso dell'amministrazione risulta decisivo ai fini del raggiungimento dell'accordo.
Se invece è richiesta la transazione, l'imprenditore ottiene il vantaggio della precisa individuazione del debito tributario con conseguente maggiore trasparenza e intellegibilità della proposta di concordato.

Il sole 24 ore - 10 novembre 2011 - A. Iorio - pag. 39

Per i minimi l'organizzazione fa nuova attività

Lotta all'evasione. Gli effetti dell'accertamento concluso sulla base di un invito al contraddittorio o di un verbale.
In questi casi se non si paga una rata le somme vengono iscritte a ruolo

Doppia via per gli atti delle Entrate che stanno giungendo in questi giorni ai contribuenti: per alcuni, entrano in gioco le nuove disposizioni sull'"esecutività", mentre per altri continuano a valere le vecchie regole.
Con riferimento a questi ultimi, va sottolineato che sono, ad esempio, esclusi dalle nuove regole sull"'esecutività" gli atti di adesione che non sono preceduti dalla notifica dell'atto di accertamento. Ciò avviene nel caso dell'adesione all'invito al contraddittorio o al processo verbale di constatazione oppure nel caso di accertamento concluso a seguito dell'invito al contraddittorio emanato spontaneamente dall'agenzia delle Entrate (per esempio per studi di settore e redditometro): in tutte queste ipotesi, non entrano in gioco le nuove norme sull' "esecutività".
Eventualmente, se il contribuente, in caso di rateizzazione, non eseguirà il pagamento di una rata successiva alla prima entro il termine di pagamento della rata successiva, l'ufficio provvederà all'iscrizione a ruolo delle residue somme dovute, con il problema della sanzione del 30% elevata al doppio (60%) sull'importo dovuto a titolo di tributo.
Il problema si pone in quanto la sanzione del 30% non può essere applicata in presenza di iscrizione a ruolo (così dispone l'articolo 13, comma 2, decreto legislativo 471/1997).
Diverso è il caso in cui il contribuente sia stato raggiunto in questi giorni da un atto di accertamento "esecutivo" (si veda la "fotografia" di uno di questi riportato in pagina). In questa ipotesi entrano in gioco tutte le nuove regole, in particolare il fatto che l'atto viene ad assumere una triplice valenza: quello di atto impositivo, di titolo esecutivo e di precetto.
Tuttavia, nel caso in cui il contribuente presenti istanza di accertamento con adesione e poi trovi l"'accordo" con il Fisco, tutte queste conseguenze non si hanno: con il pagamento della prima rata la definizione risulterà perfezionata.
Semmai, il problema si pone se il contribuente non provvede a pagare una rata successiva alla prima In questo caso vi è una norma nell'ambito delle disposizioni sugli atti esecutivi (articolo 29, primo comma, lettera a del decreto legge 78/2010) che dispone il rinnovo dell'intimazione ad adempiere (cioè della funzione di precetto) per il mancato pagamento delle rate successive alla prima in seguito all'accertamento con adesione.
La norma stabilisce che il versamento delle somme dovute deve avvenire entro sessanta giorni dal ricevimento della raccomandata.

Il sole 24 ore - 10 novembre 2011 - A. Carinci, D. Deotto - pag. 36

Detrazione 36%, vincoli per tutti

Limite dei 48.000 € anche alle pertinenze

Detrazione del 36 per cento sulle ristrutturazioni edilizie: il limite dei 48.000 euro riguarda sia l'abitazione che la relativa pertinenza.
Non è dunque possibile computare un ulteriore ed autonomo limite di spesa disgiunto dall'abitazione per la ristrutturazione o la costruzione di box pertinenziali.
E questo, in estrema sintesi, il contenuto della risposta fornita dal sottosegretario all'economia On. Giorgetti all'apposito question time (n. 5-05978) presentato alla Commissione finanze della Camera dall'on. Lo Monte ed altri.
Gli esponenti in particolare chiedevano se il limite di spesa dei 48 mila euro potesse essere utilizzato anche per poter usufruire della detrazione del 36% sulle spese di realizzazione di box pertinenziali all'abitazione.
Sempre secondo gli interroganti infatti dal tenore letterale della norma che ha prorogato fino al 31 dicembre 2012 la suddetta agevolazione in riferimento al limite di spesa dei 48 mila euro «non appare chiaro se riferito a ciascuna unità singolarmente considerata o a ciascun posto macchina realizzato».
Nella risposta al question time il sottosegretario ha fatto esplicito riferimento a precedenti interventi di prassi amministrativa sul punto.
In particolare, ricorda l'on. Giorgetti, nella risoluzione n. 124 del 4 giugno 2007 l'agenzia delle entrate ha precisato come dallo spirito della norma che ha modificato la disciplina delle detrazioni irpef sulle spese di ristrutturazione edilizia (dl 223/2006) sia evidente l'intenzione del legislatore di riferire il limite massimo di spesa all'abitazione e che, nell'ipotesi in cui i lavori riguardino sia l'abitazione che la relativa pertinenza, potrà essere computato un unico limite di spesa complessivo di 48 mila euro.

Italia oggi - 10 novembre 2011 - A. Bongi - pag. 33