Rassegna stampa del 28 novembre 2011
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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Cedolare con sconto al rush finale

 
Locazioni. Non c'è ancora una conferma ufficiale alla possibilità di optare per la sostitutiva anche se si è mancata la scadenza di luglio.
Entro il 30 novembre va pagata la seconda rata d'acconto calcolata sul 68% del tributo

Chi ha omesso il pagamento della prima rata di cedolare seccasugli affitti - o ha versato un importo insufficiente - dovrebbe avere l'occasione di rimediare all'errore con il versamento della rata di acconto di novembre, in scadenza dopodomani conia formula "leggera" definita dal Dpcm dello scorso 21 novembre (l'acconto per il 2011, infatti, si riduce dall'85% al 68%).
Allo scopo, il contribuente dovrebbe pagare- oltre all'importo dell'imposta sostitutiva- la sanzione ridotta del 3,75% del tributo non versato e gli interessi legali.
E questa la soluzione più ragionevole a un quesito che ricorre con moltafrequenza tra i contribuenti, anche se sul punto sarebbe meglio avere una conferma ufficiale.
Le modalità della scelta
Il problema di fondo riguarda le modalità di esercitare l'opzione per la cedolare per l'anno 2011, con riferimento ai contratti in corso al 7 aprile scorso.
Per i nuovi contratti o per le proroghe registrate dopo la suddetta data, infatti, la scelta si effettua in sede di registrazione e non è influenzata da come sono pagati gli acconti.
Questo significa che se è stata comunicata l'opzione al momento della sottoscrizione del contratto, il contribuente che non paga gli acconti sarà al più sanzionato per l'omissione ma non perderà la cedolare. Per le locazioni già registrate, invece, è prevista una disciplina speciale.
In forza di questa, l'opzione si effettua in sede di compilazione del modello Unico 2012 per il 2011, con obbligo di pagamento degli acconti in corso d'anno.
Non è chiaro se il puntuale e integrale versamento degli acconti sia indispensabile ai fini della validità della scelta oppure se sia possibile rimediare a eventuali omissioni sino al modello Unico 2012.
Su questo punto la circolare 26/2001 dell'agenzia delle Entrate non appare esaustiva Un passo della circolare sembra propendere per la necessità del pagamento degli acconti.
Si tratta della parte in cui si ritiene che la lettera raccomandata di rinuncia agli aggiornamenti contrattuali debba essere inviata all'inquilino entro il pagamento della prima rata di acconto.
C'è tuttavia un altro passo della circolare che potrebbe essere valorizzato in senso opposto. Il riferimento è all'ipotesi in cui il contribuente provveda alla registrazione tardiva del contratto di locazione. Secondo le Entrate, in tale sede è comunque possibile manifestare la scelta per la cedolare.

Il sole 24 ore - 28 novembre 2011 - L. Lovecchio - pag. 1

Lo shopping di Natale lascerà più tracce

 
La riduzione della soglia del contante a 500 curo già nella manovra correttiva del Governo

Lo shopping di Natale sarà tracciato. Gli acquisti per le prossime festività saranno il primo banco di prova per la nuova soglia di utilizzo del contante.
La direzione è stata indicata dal premier Mario Monti nel discorso in Parlamento, che ha parlato espressamente di abbassare l'attuale soglia di 2.500 euro (introdotta dalla manovra di Ferragosto) e favorire un maggior uso della moneta elettronica in ottica di contrasto al sommerso e all'evasione fiscale.
Il passaggio dalle parole ai fatti potrebbe essere molto breve.
Il Governo sta studiando come rimodellare il limite: l'alternativa, a meno di clamorose sorprese, è tra 300 e 500 euro.
Ma soprattutto la misura è destinata a entrare subito nella manovra correttiva cui sta lavorando il presidente del Consiglio e quindi diventare operativa già prima di Natale.
Soprattutto per le spese medio-grandi la moneta elettronica diventerà un must per evitare di incappare nella segnalazione antiriciclaggio.
Una sorta di vero e proprio shock alle abitudini di pagamento del nostro Paese.
Nonostante un aumento delle transazioni nei negozi con carte di credito e bancomat (nel 2010 le "strisciate" sono state 1,6 miliardi, in crescita del 3% rispetto all'anno prima), il confronto con il resto d'Europa mostra una certa diffidenza nell'abbandonare la moneta.
Abitudine che rappresenta anche un costo sociale: uno studio dell'Abi (citato anche nella relazione finale del gruppo di lavoro sul sommerso guidato dal presidente Istat, Enrico Giovannini) mostra come esista una relazione tra basso utilizzo di Bancomat e credit card e diffusione del "nero",a tal punto che incentivando questi strumenti si potrebbero sottrarre dall'economia illegale e non dichiarata al fisco fino a 3 punti di PiL.
Si spiega, così, l'intenzione del Governo di accelerare sulla strada della tracciabilità.
In settimana, anche Attilio Befera si è detto d'accordo sull'ipotesi, sottolineando però l'esigenza di intervenire anche sul fronte delle commissioni bancarie applicate alle carte di pagamento.
Un nodo evidenziato anche dalle associazioni di categoria della distribuzione e degli esercenti.
Pur non esistendo statistiche ufficiali a disposizione, si può stimare che il costo medio sopportato dalle imprese del settore si aggiri sull'1,5% dei pagamenti effettuati dai clienti con moneta elettronica (anche se le commissioni sono diverse a seconda di carte di credito e bancomat, e possono variare a seconda di tipologie di esercizi e di volumi).

Il sole 24 ore - 28 novembre 2011 - M. Mobili, G. Parente - pag. 7

Beni ai soci, adempimenti oversize

Le misure indicate dalle Entrate. Imprese e contribuenti in slalom tra le diverse disposizioni.
Ampliate le comunicazioni e la platea dei soggetti obbligati

Per ogni bene concesso in godimento e per ogni finanziamento o capitalizzazione realizzato nel periodo d'imposta deve essere effettuata la comunicazione all'anagrafe tributaria, ai sensi dell'articolo 2, comma 36-sexiesdecies del dl 138/2011, convertito con modificazioni nella legge n. 148/2011.
Secondo il provvedimento direttoriale del 16 novembre scorso (prot. 166485) la comunicazione andrà inviata a prescindere dalla circostanza che i beni siano stati concessi in godimento a soci o familiari a un corrispettivo inferiore a quello di mercato.
In realtà la norma istitutiva della comunicazione limita l'adempimento alle sole ipotesi di «beni dell'impresa concessi in godimento a soci o a familiari dell'imprenditore per un corrispettivo annuo inferiore al valore di mercato del diritto di godimento».
L'estensione operata dal provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate in ordine alle fattispecie che obbligano alla segnalazione non è l'unica anomalia che caratterizza il nuovo adempimento telematico a carico di imprese e contribuenti.
Vediamo, in sintesi, le principali questioni sul tappeto e le possibili soluzioni pratiche che imprese e contribuenti dovranno adottare. L'obbligo solidale.
In maniera del tutto anomala e singolare la norma prevede che la comunicazione dei dati all'Agenzia delle entrate sia effettuata dall'impresa concedente ovvero dal socio o familiare dell'imprenditore.
L'obbligo di comunicare i dati relativi ai beni in godimento dovrà, dunque, ritenersi assolto allorquando almeno una delle due parti in causa avrà provveduto a tale adempimento e cib in virtù del fatto che la disposizione utilizza la locuzione «ovvero» tipica delle obbligazioni solidali nelle quali l'adempimento dell'uno libera automaticamente l'altro.
Sarà dunque sufficiente che l'impresa o la società concedente comunichi all'agenzia delle entrate i dati relativi ai beni concessi in godimento perché si possa ritenere automaticamente liberato dall'obbligo anche il socio o il familiare beneficiario.
Al contrario la dichiarazione inviata da questi ultimi libererà dall'obbligo la società o l'imprenditore.
Ovvio che dal punto di vista pratico il «doppio obbligo» pub essere fonte di incertezza e complessità soprattutto nelle situazioni in cui i rapporti di comunicazione fra le due parti del rapporto (società/soci) non siano proprio idilliaci.
Si potrebbe porre cioè in più di un caso il problema di far conoscere all'altra parte l'adempimento per evitare l'invio doppio degli stessi dati.
Soprattutto quando il numero dei soggetti coinvolti è elevato.

Italia oggi - 28 novembre 2011 - A. Bongi - pag. 13