Rassegna stampa del 1° dicembre 2011
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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Acconto in più. Via al recupero

Fisco. Risoluzione delle Entrate

Tutto pronto per il recupero dell'acconto versato in più.
L'agenzia delle Entrate ha infatti istituito i codici tributo per chi intende recuperare subito la differenza dell'acconto di novembre versato applicando le vecchie misure percentuali, senza cioè il differimento dei 17 punti percentuali.
Con la risoluzione 117/E del 30 novembre 2011, sono stati fissati due nuovi codici tributo per l'utilizzo in compensazione del credito d'imposta di cui all'articolo 1, comma 3 del Dpcm 21 novembre 2011, ridenominando il vecchio codice 4035.
Grazie alla riduzione del 17%, disposta da quel decreto, le persone fisiche hanno potuto fruire dello sconto per gli acconti dell'Irpef e per quelli dell'imposta sostitutiva del 20% dovuta dai contribuenti in regime dei minimi, esercenti impresa, arte o professione, passati dalla vecchia misura del 99% a quella dell'82%, e per quelli della cedolare secca sugli affitti degli immobili abitativi, passati dall'85% al 68 per cento.
I contribuenti che avevano già versato gli acconti di novembre nella misura piena prima prevista hanno diritto a un credito d'imposta pari alla differenza pagata in più, da usare in compensazione con i versamenti di tributi, contributi e premi da fare con il modello F24.
Per i dipendenti e pensionati che hanno dichiarato i redditi con il modello 730/2011, sono invece i sostituti d'imposta a trattenere l'acconto Irpef nella misura ridotta dell'82 per cento.
In questo caso, la restituzione avverrà in una delle prossime buste paga e comunque entro gennaio 2012.

Il sole 24 ore - 1 dicembre 2011 - T. Morina - pag. 35

Redditometro, al lavoro sui test

La Sose ha tempo fino a fine anno per restituire i questionari con i risultati. E arrivano le faq.
Recapitati dagli ordini e dalle associazioni circa 60 files

Dei questionari-test sul redditometro, girati dalle associazioni di categoria e dai professionisti ai propri iscritti, sono stati restituiti 60 file presso la società per gli studi di settore, Sose.
Il dato fa ben sperare i tecnici in un successo dell'iniziativa perché ogni singolo invio contiene più questionari.
Per la valutazione e le risposte da parte di Sose c'è tempo fine a fine anno.
Intanto nel nuovo redditometro la famiglia prescinde dal matrimonio.
Per le abitazioni, invece, le superfici in metri quadrati vanno considerate al netto delle eventuali pertinenze quali cantine, box, e soffitte.
Nel caso di acquisto di beni tramite credito al consumo occorrerà riportare le rate pagate nell'anno.
Sono queste alcune delle principali faq (domande frequenti) e delle relative risposte sul nuovo redditometro (o meglio sull'applicativo Redditest).
Si tratta di chiarimenti, predisposti da Sose, utili per i contribuenti e le associazioni di categoria alle prese con la compilazione dei casi ed esempi utili alla sperimentazione dello strumento di accertamento sintetico.
La famiglia redditometrica (lifestage).
Il nucleo familiare del nuovo redditometro prescinde dal rigido criterio di famiglia fiscale.
Saranno pertanto da classificare come coppie anche le unioni di soggetti conviventi, ancorché non sposati, nonché i c.d. nuclei familiari ricostituiti formati a seguito di scioglimento di precedenti unioni coniugali di almeno uno dei due partner.
Anche il figlio sposato che convive con i genitori costituisce un unico nucleo famigliare che deve essere collocato nel gruppo «Altre tipologie».
Quando i coniugi non separati né divorziati hanno un domicilio diverso l'uno dall'altro devono comunque classificarsi come coppia e non come persone sole.

Italia oggi - 1 dicembre 2011 - A. Bongi, C. Bartelli - pag. 27

Chiuse due cause su tre

 
Contenzioso fiscale. Ieri ultimo giorno per pagare e «prenotare» la sanatoria - Il bilancio degli operatori.
Le liti definibili, sotto i 20mila euro, erano stimate in 300mila

Operazione chiusura delle liti pendenti verso un netto successo, in termini di adesione.
I numeri della sanatoria potranno essere resi noti dall'agenzia delle Entrate quando sarà in grado di fare i conti dei versamenti e delle istanze presentate, ma dei quasi 300mila procedimenti interessati alla chiusura agevolata sembra che una gran parte entro ieri sia passata alla cassa per mettere fme alle vertenze in atto.
Meglio pagare poco - sembra essere stato il ragionamento- che cercare una giustizia che può costare cara.
Una stima ufficiale non c'è dunque, ma secondo le impressioni raccolte presso diversi operatori circa due terzi degli interessati, quindi circa 200mila soggetti (in realtà liti, visto che possono coincidere o meno con i contribuenti interessati), potrebbero aver deciso di fare "pace" con il fisco.
Questo significherebbe sfoltire il contenzioso pendente presso le commissioni di una buona fetta di arretrato.
Erano infatti 754.938 a fine settembre 2011 (si veda «Il Sole 24 Ore» del 18 ottobre scorso) le cause pendenti presso le commissioni provinciali e regionali.
Un contributo importante dunque, ma non ancora risolutivo: per quello come molti chiedono, occorre una riforma del contenzioso invocata da tempo da più parti. Andando con ordine, dunque, l'idea che viene dagli esperti di contenzioso è che all'operazione abbiano aderito comunque molti dei contribuenti chiamati dalla legge. Anche l'agenzia delle Entrate ha fatto una campagna di sensibilizzazione attraverso lettere inviate ai contribuenti sia dalla direzione nazionale sia dalle direzioni regionali.

Il sole 24 ore - 1 dicembre 2011 - A. Criscione - pag. 33