Rassegna stampa del 5 dicembre 2011
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

PrivacyXP

Controlli nei comuni per garantire la privacy

 
I chiarimenti delle Entrate. Accessi nelle banche dati fiscali

L'accesso all'anagrafe tributaria da parte di entr e soggetti esterni all'amministrazione finanziaria sarà a prova di privacy.
L'agenzia delle Entrate, come annunciato ieri in un comunicato stampa, sta per far partire i controlli pilota relavi a comuni per ottemperare alle richieste formulate dal Garante per la protezione dei dati personali.
«Con il ravvedimento del 18 settembre 2008 - ricorda, infatti, l'Agenzia - l'Autorità per la privacy ha chiesto di svolgere, oltre alle consuete attività di audit in remoto sugli accessi degli enti autorizzati a interrogare l'Anagrafe tributaria, e in particolare l'ambiente " Siatel-2 PuntoFisco". anche controlli operativi in sede per verificare il rispetto delle norme sulla privacy».
All'avvio della fase pilota dei controlli sul territorio seguirà l'adozione di nuove e ancora più stringenti misure di sicurezza da parte degli enti esterni abilitati all'accesso, sia sul fronte tecnologioco sia su quello delle procedure organizzative.

Il sole 24 ore - sabato 03 dicembre 2011 - M. Bel - pag. 35

Conto alla rovescia per lo spesometro

 
Iva. La comunicazione al fisco riguarderà le operazioni 2010 soggette all'obbligo di fatturazione e di importo pari o superiore a 25mila euro.
Primo invio dei dati entro il prossimo 2 gennaio ma le società di leasing avranno più tempo


Primo appuntamento con lo spesometro a doppia scadenza: il 2 gennaio 2012 perla generalità degli operatori, il successivo 31 gennaio per le società di leasing e di noleggio, che potranno segnalare le operazioni rilevanti con la comunicazione dei dati relativi ai contratti all'Anagrafe tributaria.
La prima comunicazione ha un debutto leggero: riguarda il periodo di imposta 2010 e solo le operazioni soggette all'obbligo di fatturazione di importo pari o superiore alla soglia di 25mila euro al netto dell'Iva.
Dal 2011 la soglia si abbassa a 3mila euro per le operazioni soggette ad obbligo di fatturazione e a 3.600 euro negli altri casi (monitorati a partire dal 1 luglio scorso).
Restano dunque escluse dalla comunicazione, oltre alle operazioni di importo inferiore alla soglia, le operazioni, di qualsiasi importo, per le quali non ricorre l'obbligo di emissione della fattura.
Devono essere invece comunicate, come precisato dalla circolare n. 24/E/2011, le operazioni effettuate a favore di consumatori finali per le quali è stata emessa fattura. E dal 21 novembre scorso è già disponibile sul sito dell'Agenzia delle entrate il software per la compilazione della comunicazione telematica.
Sono obbligati alla comunicazione tutti i soggetti passivi Iva per le operazioni, rese o ricevute, rilevanti ai fini dell'imposta.
In pratica, le operazioni che presentano contestualmente i tre presupposti, soggettivo, oggettivo e territoriale.
Pertanto, sono escluse le cessioni o prestazioni effettuate da privati (non soggetti passivi) così come le operazioni fuori campo Iva per mancanza del presupposto territoriale (per esempio il servizio di consulenza a un'impresa Ue).
La ricognizione Vanno invece segnalate le operazioni imponibili, quelle esenti, quelle non imponibili e assimilate, i servizi internazionali, le "triangolazioni interne comunitarie". Rientrano, inoltre, nell'obbligo le operazioni soggette al regime del margine (con la sola base imponibile cui si riferisce l'imposta), le operazioni soggette a reverse charge e le cessioni gratuite di beni oggetto dell'attività propria dell'impresa.
Per i contratti di appalto, fornitura, somministrazione e gli altri contratti da cui derivano corrispettivi periodici, l'operazione deve essere comunicata quando i corrispettivi dovuti in un anno solare sono complessivamente pari o superiori alla soglia.

Il sole 24 ore - 5 dicembre 2011 - G. Albano, S. Saccone - pag. 3

Cessione quote, basta la firma digitale

Operazioni straordinarie. Novità anche sul fronte impositivo: dal 2012 il prelievo sulle partecipazioni non qualificate passerà al 20 per cento.
Nelle Srl non serve l'autentica notarile per la procedura tramite intermediario abilitato

Nelle Srl le cessioni di quote sottoscritte con firma digitale non necessitano di autentica notarile.
Il chiarimento interpretativo è arrivato con la legge di stabilità (legge 183/2011) dopo le incertezze sorte a seguito di alcuni interventi giurisprudenziali.
Ma non è la sola novità in arrivo.
La fine del 2011 segna, infatti, una scadenza di grande importanza perché dal prossimo 1° gennaio entrerà in vigore la nuova tassazione sostitutiva del 20% sui dividendi e le plusvalenze riferite a partecipazioni non qualificate che, in molti casi, potrebbe determinare un'imposizione superiore ai proventi derivanti da partecipazioni qualificate.
Ma procediamo con ordine.
Il chiarimento
Dal 2008 la cessione di partecipazioni in Srl può essere effettuata non solo dai notai ma anche dai commercialisti. Anche questi ultimi, infatti, possono trasmettere l'atto di cessione sottoscritto digitalmente dalle parti al registro delle imprese per la relativa iscrizione. Sul tema si era posto, nel recente passato, il dubbio se anche le cessioni di quote perfezionate dai commercialisti necessitassero comunque della sottoscrizione autenticata.
A causa di una non felice formulazione normativa, alcuni conservatori del registro avevano respinto la richiesta di iscrizione delle cessioni di quote sottoscritte solo digitalmente e senza autentica notarile.
Ora la questione è stata risolta. L'articolo 14, comma 8, della legge di stabilità interviene con un'interpretazione autentica e chiarisce che l'atto di trasferimento di quote di Srl disciplinato dal comma 1-bis, dell'articolo 36 del Dl 112/2008, opera in deroga al comma 2 dell'articolo 2470 Codice civile e basta, quindi, la sola sottoscrizione con firma digitale.
In merito all'imposizione indiretta che colpisce l'atto di cessione di quote, secondo la giurisprudenza prevalente l'atto va assoggettato a una sola imposta di registro in misura fissa sebbene contenga una pluralità di cessioni.
Non dovrebbe trovare applicazione, in tal caso, l'articolo 21 del Dpr 131/86, poiché l'imposta è collegata al servizio della registrazione e non a una manifestazione dell'atto di capacità contributiva (in senso contrario la risoluzione 225/E/2008).

Il sole 24 ore - 5 dicembre 2011 - L. Miele, G. P. Ranocchi - pag. 2

Sfuma la super-Irpef ma aumenterà l'Iva

Da settembre 2012 l'aliquota del 21 passerà al 23% e quella del10 al 12%: una misura da 11 miliardi

Salta l'aumento dell'Irpef per far spazio a un aumento dell'Iva che scatterà a partire dal i settembre 2012.
Un sacrificio "mirato" visto che l'aumento del prelievo sui consumi servirà al Governo per evitare il taglio delle agevolazioni e detrazioni fiscali previsti dalla clausola di salvaguardia della manovra di ferragosto necessaria per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013.
Non solo. Sul fronte delle agevolazioni fiscali e dei bonus assistenziali la manovra introduce un ulteriore meccanismo di recupero di maggiori risorse da destinare alle famiglie: le agevolazioni fiscali e tariffarie, infatti, verranno vincolate a un nuovo Isee e non saranno più riconosciute entro una determinata soglia che sarà individuata da un regolamento in arrivo per il prossimo mese di maggio (si veda il servizio in pagina).
Dietrofront, dunque, su un possibile aumento dell'Irpef per i redditi più alti.
Il prelievo di tre punti aggiuntivi sull'aliquota del 43%, applicata ai redditi superiori a 75mila, dopo essere entrato nelle bozze che hanno preceduto il Consiglio dei ministri di ieri, è definitivamente stata esclusa.
Come ha sottolineato lo stesso premier Mario Monti si è così evitato di colpire i "i soliti noti".
Saltata l'ipotesi di un aumento dell'Irpef, restano dunque in vigore i contributi di solidarietà introdotti dal precedente governo. La scelta di chiedere un contributo alle persone fisiche è stata al contrario indirizzata soltanto verso un sostegno alla spesa sanitaria delle regioni.
Gli enti territoriali potranno, infatti, aumentare le addizionali Irpef: l'aliquota potrà essere elevata dallo 0,9% all'1,23 per cento.
Il Governo ha deciso così di puntare sull'Iva per cercare di cancellare lo spettro di un possibile taglio lineare delle agevolazioni fiscali e assistenziali.

Il sole 24 ore - 5 dicembre 2011 - M. Mobili - pag. 13