Rassegna stampa del 7 dicembre 2011
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

La Rassegna Stampa viene sospesa il giorno 9 dicembre.
Riprenderà regolarmente la sua attività lunedi 12 dicembre
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Movimenti bancari tracciati dal fisco

 
Si completa il «grande fratello»: sotto controllo tutte le operazioni con gli intermediari

Contribuenti messi a nudo davanti al Fisco.
Con il pacchetto anti-evasione del decreto salva-Italia, l'amministrazione finanziaria potrà fare una vera e propria radiografia a tutti i cittadini per poi sottoporre a controllo quelli con indici di rischio più elevato.
Oltre a conoscerne i "guadagni" con le dichiarazioni dei redditi e, tra non molto, le loro capacità di spesa con il nuovo accertamento sintetico/redditometro, dal prossimo i gennaio il Fisco avrà piena visione di tutte le movimentazioni che interessano i rapporti intrattenuti con gli intermediari finanziari.
Ma cosa prevede esattamente l'articolo u della manovra? Come evidenziato sul Sole 24 Ore di lunedì scorso, dal 1 gennaio 2012 tutti gli operatori finanziari saranno obbligati a comunicare all'anagrafe tributaria periodicamente tutte le movimentazioni che hanno interessato i rapporti finanziari intrattenuti con i contribuenti e ogni altra informazione relativa a questi rapporti necessaria ai fini dei controlli fiscali.
E come prevede lo stesso decreto che disciplina l'anagrafe tributaria (Dpr 605/73), dovranno essere comunicati le movimentazioni di ogni soggetto che intrattenga con l'intermediario finanziario, la banca o le Poste Spa, qualsiasi rapporto, o effettui, per conto proprio ovvero per conto o a nome di terzi, qualsiasi operazione di natura finanziaria.
Per conoscere i dettagli delle comunicazioni degli operatori finanziari si dovrà attendere un apposito provvedimento delle Entrate, che sarà concertato con le associazioni di categoria.
In quell'occasione, come dispone lo stesso decreto salva-Italia, l'obbligo di comunicazione potrà essere esteso anche a ulteriori informazioni relative ai rapporti necessarie all'amministrazione per attivare i controlli.
L'obiettivo dichiarato dalla stessa disposizione del decreto legge n. 201/11, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di ieri, è quello di consentire all'agenzia delle Entrate di potere utilizzare i dati delle comunicazioni fornite dagli operatori per l'individuazione dei contribuenti a maggior rischio di evasione su cui contrar le proprie strategie anti-evasione.
Salta così la misura approvata non più tardi dell'agosto scorso che consentiva alle Entrate di potere ottenere comunicazioni bancarie "selettive".

Il sole 24 ore - 7 dicembre 2011 - M. Mobili - pag. 12

Addizionale comunale Irpef, delibere entro il 20 dicembre

 
Nel DL 201 le istruzioni per determinare l'acconto.
Aliquote in base al reddito


Per la determinazione dell'acconto dell'addizionale comunale all'Irpef il termine per effettuare la pubblicazione delle relative delibere è anticipato al 20 dicembre.
I comuni che intendono differenziare le aliquote devono utilizzare esclusivamente gli scaglioni di reddito stabiliti per l'Irpef.
I rimborsi dell'addizionale saranno effettuati dall'Agenzia delle entrate senza far valere l'eventuale prescrizione decennale del diritto dei contribuenti.
E quanto si legge nel comma 16 dell'art. 13 della manovra dedicato interamente all'addizionale Irpef municipale.
Con la prima disposizione viene anticipato al 20 dicembre il termine entro il quale deve avvenire la pubblicazione della deliberazione comunale, ai fini della determinazione dell'acconto. Dispone il comma 4 dell'art. 1 del digs n. 360 del 1998 che disciplina il tributo che il pagamento è effettuato in acconto e a saldo unitamente al saldo dell'Irpef e che l'acconto è stabilito nella misura del 30 % dell'addizionale ottenuta applicando le aliquote al reddito imponibile dell'anno precedente.
Prevede, infine che per la determinazione dell'acconto, l'aliquota deliberata e la soglia di esenzione sono «assunte nella misura vigente nell'anno precedente, salvo che la pubblicazione della delibera sia effettuata entro il 20 dicembre precedente l'anno di riferimento.
La pubblicazione a cui la norma si riferisce è quella sul sito informatico www.finanze.it, che è peraltro essenziale ai fini dell'efficacia delle deliberazioni comunali.
Detta anticipazione offre una maggiore tranquillità sia ai comuni e sia agli uffici ministeriali preposti alla pubblicazione sul sito, in quanto la particolarità della data del 31 dicembre in concomitanza con le vacanze di fine anno, nonostante non avesse mai dato alcun genere di problemi, ha indotto il legislatore a garantire al sistema una migliore razionalità organizzativa.
La seconda norma, invece, è finalizzata a rafforzare l'intervento legislativo già effettuato con il dl n. 138 del 2011, convertito dalla legge n. 148 del 2011, che se da una parte ha sbloccato il potere di aumentare l'addizionale, dall'altra ha invece imbrigliato i comuni costringendoli a seguire più da vicino la struttura del tributo erariale.
Infatti, l'art. 1, comma 11, del dl n. 138 del 2011 prevedeva che per assicurare la razionalità del sistema tributario nel suo complesso e la salvaguardia dei criteri di progressività cui il sistema medesimo è informato, i comuni possono stabilire aliquote dell'addizionale «differenziate esclusivamente in relazione agli scaglioni di reddito corrispondenti a quelli stabiliti dalla legge statale.

Italia oggi - 7 dicembre 2011 - I. Rocci - pag. 12

Riporto delle perdite sterilizzato

Circolare delle Entrale sul dl 98/2011. Nuova discipliita limitativa solo per i suggelli lres.
Trasparenza e consolidato mettono all'angolo il regime

La trasparenza e il consolidato sterilizzano il riporto parziale delle perdite; solo soggetti Ires saranno sottoposti alla nuova disciplina limitativa che si applicherà, a decorrere da quest'anno, su tutte le perdite ancora utilizzabili ossia quelle maturate dal 2006; questi alcuni punti salienti della circolare n. 53/E del 06 dicembre 2011 con la quale l'Agenzia ha fornito le prime interpretazioni sulla nuova disciplina introdotta dalla manovra di luglio.
Il dl 98/2011 ha modificato i commi 1 e 2 dell'articolo 84 del Tuir.
Il primo comma prevede ora che la perdita di un periodo d'imposta può essere riportata in avanti senza alcun limite temporale, ma utilizzata in abbattimento del reddito di periodo nel limite dell'80% di quest'ultimo.
L'eccedenza del 20%, non deducibile nell'esercizio, può essere poi sfruttata negli anni successivi.
Il secondo comma, con riferimento alle perdite conseguite nei primi tre periodi d'imposta mantiene il vecchio regime in base al quale i risultati negativi, a condizione che si riferiscano a una nuova attività produttiva, continuano a essere riportabili per intero e senza alcun limite temporale.
Le modifiche introdotte rispondono a diverse esigenze che il previgente regime aveva fatto emergere: innanzitutto, evitando il limite temporale si rendono superflui tutti gli escamotage finalizzati al refreshing delle perdite prossime alla scadenza; secondariamente il nuovo regime semplifica le valutazioni in ordine alla prospettiva di recupero delle perdite ai fini dello stanziamento delle imposte differite; da ultimo la nuova disciplina assicura una stabilizzazione sul gettito, garantendo comunque un reddito imponibile minimo anche in presenza di perdite pregresse.
La circolare precisa, innanzitutto che il nuovo regime, operando nell'ambito dell'articolo 84 del Tuir, interessa solo i soggetti ires; ne restano esclusi, quindi, non solo gli imprenditori individuali e le società di persone, anche se in regime di contabilità ordinaria, ma anche gli enti non commerciali che esercitano attività di impresa.
Per tutti questi soggetti continua ad applicarsi il limite del riporto quinquennale dell'intera perdita fiscale, ai sensi dell'articolo 8 del Tuir.
La caratteristica della nuova disciplina è che non si limita l'utilizzo integrale delle perdite ma semplicemente si rimodulano i limiti di utilizzo annuale lasciando immutata la rilevanza dei risultati negativi a prescindere dall'anno di loro formazione.
In tale contesto, però, meritano particolare attenzione le interazioni tra la nuova modalità di utilizzo delle perdite e i regimi opzionali che già prevedono un meccanismo alternativo di rilevanza dei risultati negativi.
In particolare la circolare sofferma l'attenzione sui regimi della trasparenza (di cui agli articoli 115 e 116 del Tuir) e del consolidato fiscale.

Italia oggi - 7 dicembre 2011 - A. Felicioni - pag. 40