Rassegna stampa del 14 dicembre 2011
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

In occasione delle festività natalize,
la Rassegna Stampa viene sospesa
dal 21 dicembre al 6 gennaio 2012


Lo Staff augura buone feste
PrivacyXP

La fattura fa da guida

 
Spesometro. Le indicazioni di riferimento per i contribuenti sulle operazioni collegate.
Il documento aiuta a individuare quando si supera la soglia

A pochi giorni dalla prima scadenza delle comunicazioni dello spesometro (per il aoio il termine scade il a gennaio) gli operatori si interrogano ancora su come identificare con certezza le operazioni «cosiddette collegate», da segnalare solo se nel complesso superano le soglie di rilevanza (25mila euro per il 2010, 3mila o 3.600 per il 2011).
Quello che non risulta chiaro è l'identificazione esatta dell'elemento di collegamento che fa scattare l'obbligo di comunicazione.
L'amministrazione, nella circolare 24/E/2011, si è occupata dei contratti collegati, ma non è andata oltre l'enunciazione di un concetto, di estrazione giurisprudenziale, che poco aiuta in vista del 2 gennaio.
Il nodo del collegamento
Nella prassi si afferma che il collegamento si ha quando le parti del rapporto perseguono un risultato economico unitario e complesso che è realizzato non tramite un singolo contratto, bensì mediante una pluralità coordinata di contratti.
Il «collegamento negoziale» può riguardare sia l'elemento oggettivo che soggettivo, e può trovare origine nella legge o nell'autonomia negoziale delle parti.
Nei contratti collegati e a corrispettivi periodici la soglia va riferita ai corrispettivi previsti fra le parti, ancorché i pagamenti effettuati in un periodo risultino sotto il limite. Conta il corrispettivo pattuito
Nel valutare quindi se una certa prestazione, per esempio il contratto di manutenzione di un macchinario, debba essere oggetto di comunicazione, si dovrà fare riferimento all'ammontare del corrispettivo pattuito contrattualmente e non a quanto effettivamente pagato nel corso di un anno solare.
Stabilisce, infatti, la circolare che a fronte del pagamento frazionato in relazione a un unico contratto che prevede corrispettivi periodici o a più contratti tra loro collegati in relazione ai quali in un anno solare sono previsti corrispettivi di importo totale superiore ai limiti, dovrà essere comunicato l'importo complessivo delle operazioni rese e ricevute nell'anno di riferimento, anche se il corrispettivo relativo al singolo contratto è inferiore ai limiti.
Riprendendo l'esempio, se per il contratto di manutenzione è fissato un corrispettivo globale oltre le soglie di rilevanza e nel periodo di riferimento, relativamente a tale rapporto, è emessa una sola fattura sotto soglia (ad esempio di 2.500 euro),l'operazione, nel rispetto dell'unitarietà negoziale, va comunque segnalata, perchè parte di un contratto stipulato per un ammontare totale oltre il limite di legge (25mila euro per il solo, 3mila euro a regime).
Se, invece, nel periodo considerato non si emette alcuna fattura, non si dovrà neppure procedere alla segnalazione.

Il sole 24 ore - 14 dicembre 2011 - M. Mantovani, B. Santacroce - pag. 37

Lo sconto Imu per i figli mette in salvo i proprietari

 
In molte città l'imposta da versare si azzera

Proprietari di tutta Italia unitevi. Questa volta i figli servono ad azzerare l'Ici, e di norma ne bastano due. Ma potrebbero essere anche quattro, portando la franchigia a 400 euro, un'Imu di tutto rispetto.
La virata sociale contenuta nella proposta di emendamento governativo è il risultato delle forti spinte trasversali a tutela delle famiglie proprietarie, che di fatto ripropongono il problema del gettito sottratto ai Comuni dal 2008, oltretutto senza neppure la norma di salvaguardia che garantiva il rimborso del mancato incasso da parte dell'Erario statale.
Il fatto è che, nonostante l'aumento del 60% dei moltiplicatori catastali, e quindi di fatto della base imponibile, l'applicazione generalizzata dell'aliquota ridotta dello 0,4% e e della detrazione di 200 euro aveva già messo al riparo parecchi proprietari, mentre per gli altri tutto si tisolveva con poche decine di euro.
La simulazione sul Sole 24 Ore del 7 dicembre scorso poneva a confronto l'Ici pagata nei capoluoghi di provincia nel 2007 (prima dell'esenzione di tutte le abitazioni principali con la sola eccezione di ville e case di lusso) con l'Imu 2012 e il risultato, quanto meno per un'abitazione media (categoria catastale A/3, classe media, di circa 100 metri quadrati), era abbastanza confortante: in nessuna città si arrivava a pagare 100 euro e il contribuente più sfortunato abitava a Roma, dove pagava 76 euro in più rispetto alla situazione ante esenzione.
Mentre in molti centri del Sud si restava in regime di esenzione di fatto, perché l'aliquota agevolata e la detrazione azzeravano gli aumenti della base imponibile, producendo un'imposta pari a zero o addirittura con saldo negativo.
Ora la situazione migliora sensibilmente: per ogni figlio con non più di 26 anni, dimorante e residente nella stessa casa, specifica l'emendamento, che almeno in questa parte dovrebbe passare senza intoppi, spettano 50 euro di detrazione in più, sino a un massimo di 400 euro complessivi (otto figli) per due anni.
Anche se una prole così numerosa non è frequente nell'Italia del down demografico, già due figli portano la detrazione a 300 euro, il che significa zero Imu per una casa con 454 euro di rendita catastale non rivalutata, che non è poco.

Il sole 24 ore - 14 dicembre 2011 - S. Fossati - pag. 9

Sconto anche sui vecchi debiti

I chiarimenti delle Entrate. Imposta sostitutiva dello 0,25% sui finanziamenti per estinguere precedenti esposizioni.
Niente prelievo agevolato per contratti che cambiano le modalità di rientro

Via libera all'imposta sostitutiva dello 0,25% anche ai finanziamenti a medio e lungo termine concessi per «estinguere precedenti esposizioni debitorie».
L'imposta agevolata, invece, non può essere applicata quando il negozio stipulato «non ha per oggetto un finanziamento», ma riguarda «modalità e tempi diversi, rispetto a quelli originariamente pattuiti, per rientrare da indebitamenti pregressi».
A chiarirlo è l'agenzia delle Entrate con la risoluzione 13 dicembre 2011, n.121/E.
Sempre ieri è stata pubblicata dall'agenzia la risoluzione 123/F 2011, con la quale è stato precisato che, in caso divariazione del domicilio fiscale del contribuente, le istanze di rimborso delle imposte (articolo 38, dpr 602/1973) vanno presentate all'ufficio dove il contribuente aveva il domicilio fiscale «alla data di presentazione della dichiarazione dei redditi cui si riferisce il versamento effettuato».
Quanto all'imposta sostitutiva, le aziende egli istituti di credito devono versarla nella misura dello 0,25% dell'ammontare complessivo dei finanziamenti a medio e lungo termine (cioè, con durata superiore a 18 mesi), erogati in ciascun esercizio.
La sostitutiva va versata anche per «tutti i provvedimenti, atti, contratti e formalità inerenti» ai suddetti finanziamenti, «alla loro esecuzione, modificazione ed estinzione, alle garanzie di qualunque tipo da chiunque e in qualsiasi momento prestate e alle loro eventuali surroghe, sostituzioni, postergazioni, frazionamenti e cancellazioni anche parziali, ivi comprese le cessioni di credito», stipulate in relazione a tali finanziamenti (articoli da 15 a 20 del Dpr 601/1972).
L'imposta è sostitutiva del pagamento delle imposte di registro, di bollo, ipotecarie e catastali e delle tasse sulle concessioni governative, che sarebbero normalmente applicabili.

Il sole 24 ore - 14 dicembre 2011 - L. De Stefani - pag. 38