Rassegna stampa del 16 dicembre 2011
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

In occasione delle festività natalize,
la Rassegna Stampa viene sospesa
dal 21 dicembre al 6 gennaio 2012


Lo Staff augura buone feste
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L'antiriciclaggio cambia indirizzo

 
Una circolare del Mineconoinia definisce i destinatari delle irregolarità. Dal 1° diceinbre.
Le transazioni da comunicare alle Ragionerie territoriali

Tutti i soggetti tenuti a segnalare o a contestare le violazioni antiriciclaggio relative a contanti, assegni e libretti al portatore dovranno comunicare le irregolarità alle Ragionerie territoriali dello stato che sostituiscono le abrogate Direzioni territoriali dell'economia e delle finanze.
Alle organizzazioni periferiche del Mef (a cui è altresì delegato il compito di applicare le sanzioni amministrative), dovranno essere trasmesse d'ora innanzi anche le violazioni (non oblazionabili) superiori a 250 mila euro.
I nuovi indirizzi a cui dal mese di dicembre tutti i soggetti destinatari della normativa dovranno inviare le relative segnalazioni sono stati resi noti dal Dipartimento del Tesoro (Direzione V, Prevenzione dell'utilizzo del sistema finanziario per fini illegali) con Circ. prot- 96224 del 30/11/2011, a tutti gli enti, le organizzazioni e gli ordini professionali interessati.
I nuovi destinatari delle comunicazioni
A mezzo del di 25 marzo 2010, n. 40, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n. 73, sono state soppresse le Direzioni territoriali dell'economia e delle finanze, a cui fino ad oggi erano inviate le comunicazioni relative alle irregolarità in tema di transazioni in contanti oltresoglia.
Con decreto del ministro dell'economia e delle finanze del 23 dicembre 2010 le funzioni precedentemente svolte dalle Direzioni territoriali dell'economia e delle finanze sono state riallocate presso le Ragionerie territoriali dello stato. Inoltre l'art. 2, comma 4-bis del dl 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148 (recante ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo) ha attribuito agli uffici territoriali del ministero dell'economia e delle finanze il compito di applicare le sanzioni di cui all'art. 58 del digs 231/07. A seguito di quanto sopra, con decreto 17 novembre 2011 (in G.U. n. 278 del 29-11-2011) si è provveduto a individuare le Ragionerie territoriali dello stato competenti in materia di procedimenti amministrativi sanzionatori antiriciclaggio, relativamente agli articoli 49, 60 e 51 del citato dlgs 231/07 (si veda ItaliaOggi del 30 novembre 2011).
Il giorno successivo (30/11/2011) i1 Mef ha evidenziato a tutti i soggetti interessati gli indirizzi delle specifiche ragionerie territoriali.
Oggetto delle comunicazioni e soggetti interessati In relazione alle disposizioni introdotte dall'art. 12 del dl 6/12/2011, che abbassa il limite ammissibile da meno di 2.500 al di sotto dei 1.000 euro per le transazioni in contanti in unica soluzione, soglia da rispettarsi anche ai fini dell'emissione di assegni bancari liberi (anonimi cioè privi di beneficiario o di clausola di intrasferibilità), è presumibile che nei prossimi mesi crescano in modo esponenziale le situazioni che potrebbero dar luogo ad irregolarità.
Ebbene, tutti i soggetti destinatari della normativa di cui al dlgs 231/07, cioè quelli di cui: all'art. 10 (società di gestione di strumenti finanziari ed attività con esercizio subordinato al possesso di licenze, autorizzazioni, iscrizioni in albi o registri), all'art. 11 (intermediari finanziari e altri soggetti esercenti attività finanziaria), all'art. 12 (professionisti iscritti agli albi dei dottori commercialisti, consulenti del lavoro, degli avvocati , notai, altri soggetti esercenti attività in materia di contabilità e tributi, revisori legali e società di revisione), nonché i soggetti di cui all'art. 14 (fra cui rientrano le attività di recupero crediti, la custodia ed il trasporto di denaro contante, la gestione di case da gioco ecc. ), d'ora innanzi dovranno provvedere a comunicare le irregolarità alle Ragionerie territoriali dello stato competenti.

Italia oggi - 16 dicembre 2011 - L. De Angelis - pag. 29

Più tempo per i debiti con il Fisco

 
Chi è in difficoltà economica può chiedere la proroga della cartella per sei anni

Possibilità di chiedere una proroga della rateazione del ruolo per altri sei anni, in caso di comprovato peggioramento della situazione economica del debitore.
In questa eventualità è ammissibile una dilazione a rate crescenti.
Per tutte le dilazioni per le quali alla data di entrata in vigore della legge di conversione della manovra di Natale si sono verificati il mancato pagamento della prima rata ovvero di due delle rate successive, è possibile un prolungamento fmo a 6 anni, qualora sia dimostrato il peggioramento della situazione del debitore, rispetto al momento di concessione della rateazione originaria. L'emendamento al decreto legge 201/11 contiene molte novità in materia di riscossione.
Le modifiche che interessano le rateazioni mirano a dare maggiore respiro ai contribuenti in difficoltà a causa della crisi economica in atto.
La prima disposizione opera a regime e ha la funzione di allungare ulteriormente la dilazione già concessa ogni qualvolta vi sia un deterioramento della posizione del debitore.
La seconda dilazione può arrivare sino a sei anni ma la condizione per ottenerla è che la prima dilazione non sia già decaduta.
Ciò accade quando non si paga la prima rata ovvero due delle successive, anche se non consecutive. Vi è poi una previsione che riguarda le rateazioni che, alla data di entrata in vigore della legge di conversione, non hanno ancora beneficiato della proroga già consentita dall'articolo 2, comma 20 del Dl 225/10.
Qualora si sia verificata una causa di decadenza della rateazione originaria è ancora possibile rimediare sempre dimostrando il peggioramento della situazione economica iniziale.
Il contribuente potrà pertanto chiedere un prolungamento di dilazione per un massimo di altri sei anni.

Il sole 24 ore - 16 dicembre 2011 - Lu. Lo - pag. 15

Rimborso Iva con più garanzie

Regole comunitarie. La Corte Ue interviene sulla doppia scadenza per la restituzione dall'Erario e in sede civile.
Salvo il termine biennale ma il recupero dal Fisco non può diventare impossibile

Viene leso il principio comunitario di effettività, se il termine biennale di decadenza per il rimborso Iva in forma cosiddetta anomala non consente, in assoluto, a un contribuente di poter chiedere all'ufficio la restituzione dell'imposta che egli ha versato all'erario ma che ha do- vuto al contempo restituire ad un suo cliente, a seguito di un'azione civile esperita nei suoi confronti da quest'ultimo nei dieci anni successivi.
L'amministrazione finanziaria, pertanto, deve rimuovere il suo rifiuto e consentire al contribuente di ottenere la restituzione dell'Iva, affinché non resti inciso dall'imposta.
uesto il principio che viene espresso dalla Corte di giustizia comunitaria nella sentenza pubblicata ieri, relativa al procedimento C-427/10 instaurato dalla Corte di Cassazione. Secondo i giudici di Lussemburgo è possibile agire perla ripetizione dell'indebito dinanzi a organi giurisdizionali diversi e con termini differenti a seconda che si tratti del committente (che ha io anni di tempo per ricorrere alla giustizia civile contro il prestatore per ottenere la restituzione dell'Iva indebitamente a lui versata) oppure del prestatore di servizi (che ha due anni di tempo per ricorrere alla giustizia tributaria contro l'Amministrazione finanziaria per la restituzione dell'imposta da lui indebitamente versata).

Il sole 24 ore - 16 dicembre 2011 - R. Portale - pag. 37