Rassegna stampa del 9 gennaio 2012
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

Tris di verifiche per i nuovi minimi

Persone fisiche. I soggetti esclusi devono valutare la fattibilità e la convenienza del sistema agevolato alternativo.
Chi entra nel nuovo regime deve fare il check-up a fatture e contabilità

Tempo di verifiche per chi vuole beneficiare del nuovo regime dei minimi - in vigore dal 1° gennaio di quest'anno- e ha avviato una professione o un'impresa a partire dal 2008, o la sta per avviare.
Con il provvedimento direttoriale n. 185820 dello scorso 22 dicembre il quadro è ormai chiaro e i contribuenti persone fisiche possono decidere cosa fare.
Il primo test è quello sui presupposti per accedere al regime.
A tal fine occorre controllare se sussistono i requisiti previsti per il "vecchio" regime dei minimi di cui all'articolo i, commi da 96 a 117, della legge 244/2007, richiesti anche per avvalersi di quello "nuovo".
Quindi nell'anno precedente devono essere stati conseguiti ricavi o compensi non superiori a 30mila euro, non devono essere stati effettuati acquisti di beni strumentali per un importo superiore a 15mila euro né cessioni all'esportazione e non devono essere state sostenute spese per lavoratori dipendenti, collaboratori a progetto, eccetera. Non devono, inoltre, sussistere cause di esclusione.
Fatto questo primo controllo, bisogna verificare se l'attività avviata dopo il 2007 abbia il carattere della novità.
A tal fine non deve essere stata esercitata un'attività (anche in forma associata o familiare) nel triennio precedente o proseguita quella già svolta come lavoratore dipendente o autonomo o quella d'impresa di cui era titolare un altro soggetto che nell'ultimo anno ha ottenuto ricavi superiori a 30mila euro.
Se questa doppia verifica ha esito positivo, bisogna controllare il numero di anni per i quali è possibile fruire del nuovo regime, che si applica nell'anno di effettivo inizio dell'attività (anche se anteriore al 2012) e nei quattro anni successivi.

Il sole 24 ore - 9 gennaio 2012 - G. Ferranti - pag. 1

Società, le vie d'uscita per le perdite «croniche»

 
Esame dei risultati dell'ultimo biennio al primo posto della check list per evitare il regime Ires al 38%

Il 2012 rischia di essere un anno molto negativo dal lato tributario per tutte le società che, a causa di un triennio di risultati reddituali insoddisfacenti alle spalle, non riusciranno a sfuggire ai molteplici aggravi della disciplina delle società «non operative».
La manovra di Ferragosto, infatti, ha previsto (articolo 2, commi 36-quinquies e seguenti, del Dl 138/2011) non solo l'innalzamento al 38% dell'aliquota Ires per i soggetti «di comodo», ma ha anche introdotto un nuovo percorso attraverso il quale le società possono cadere nella "morsa" basato sulle risultanze reddituali emergenti dalle dichiarazioni.
Indipendentemente dai ricavi dichiarati e dai risultati civilistici esposti in bilancio, infatti, dal 2012 si diventa «di comodo» se il triennio precedente (a iniziare da quello 2009-2011) è stato caratterizzato da tre perdite fiscali consecutive, ovvero da due perdite fiscali e (non importa in quale ordine) un imponibile non sufficiente a superare il test di redditività di cui all'articolo 30, comma 3, della legge 724/94.
Proprio questa indifferenza ai ricavi realizzati nel triennio rappresenta la vera novità della norma in esame, tale da far potenzialmente rientrare nelle maglie della non operatività un numero molto elevato di società sino a oggi non interessate da questa disciplina.
Al di là di possibili rilievi sotto l'aspetto dell'applicazione del principio di capacità contributiva (posto costituzionalmente a garanzia del sistema impositivo), la disposizione finisce per attribuire, in sede di prima applicazione, grande importanza al risultato reddituale che la società farà emergere da Unico 2012 e, di conseguenza, alle scelte compiute tanto in sede di bilancio quanto in quella dichiarativa.

Il sole 24 ore - 9 gennaio 2012 - G. Gavelli, G. Valcarenghi - pag. 3

La liquidazione coincide con il momento della dichiarazione

Le caratteristiche del nuovo regime contabile agevolato sono delineate nel comma 3 dell'art. 27 del dl n. 98/2011, cui si aggiungono le precisazioni contenute nel citato provvedimento dell'Agenzia delle entrate.
Aspetti sostanziali. Sotto il profilo sostanziale, si può dire che il regime contabile agevolato è pressoché privo di effetti, in quanto il contribuente resta: soggetto passivo dell'Iva, da determinare nei modi ordinari; assoggettabile all'Irpef e alle relative addizionali sul reddito di lavoro autonomo o d'impresa da determinare ai sensi degli articoli 54 e 66 del Tuir.
Sotto questo profilo, l'unica previsione è l'espressa esenzione dall'Irap. Adempimenti formali e contabili.
Sono interessati, anche in considerazione della disciplina sostanziale sopra accennata, le semplificazioni sul fronte contabile, sebbene si debbano mettere comunque in conto, a prescindere dagli obblighi di legge, le esigenze di tenere adeguata memoria delle operazioni effettuate.
Per i contribuenti che si avvalgono del regime agevolato è infatti previsto: l'esonero dagli obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili a fini delle imposte dirette e dell'Iva; l'esonero dalla tenuta del registro dei beni ammortizzabili, purché, a richiesta dell'amministrazione, vengano forniti, in forma sistematica, gli stessi dati previsti dall'art. 16 del dpr 600/73; l'esonero dalle liquidazioni e dai versamenti periodici dell'Iva, compreso l'acconto; l'esonero dalla presentazione della dichiarazione e dal versamento dell'Irap.

Italia oggi - 9 gennaio 2012 - pag. 9