Rassegna stampa del 10 gennaio 2012
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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Studi, uno scudo per ogni annualità

 
Accertamento. Le manovre dell'anno scorso hanno modificato le regole sulla protezione dai controlli induttivi.
Contribuenti e uffici devono fare i conti con scenari diversi per 2009, 2010 e 2011

Non c'è pace per gli studi di settore e, soprattutto, per lo "scudo" protettivo dagli accertamenti analitico-induttivi riconosciuto ai contribuenti congrui e coerenti: le ultime tre manovre varate lo scorso anno, infatti, hanno modificato radicalmente le regole per la "protezione" dai controlli del Fisco.
Ma l'aspetto maggiormente rilevante è che la progressione legislativa, avviata a luglio e conclusa a dicembre con la manovra di Natale, ha delineato tre diversi scenari per i periodi d'imposta 2009, 2010 e 2011, dando vita a regole diverse, riepilogate nella tabella a fianco, con le quali dovranno fare i conti contribuenti e uffici.
La versione di partenza
La prima versione dello "scudo" avverso gli accertamenti analitico-induttivi prevedeva che le rettifiche fondate sulle presunzioni semplici di cui all'articolo 39, comma i, lettera d), secondo periodo del Dpr 600/73, e all'articolo 54, comma 2, ultimo periodo del Dpr 633/72 non potevano essere effettuate nei confronti dei contribuenti congrui, anche per adeguamento, e coerenti agli indicatori previsti per gli studi di settore.
Il tutto, però, limitato a un "tetto" di 5omila euro per le attività non dichiarate e a condizione che questo importo non superi il 40% dei ricavi o compensi dichiarati.
La protezione non è una "franchigia" da accertamento: in sostanza, laddove l'ufficio fosse in grado di contestare, ad esempio, 52mila euro di maggior reddito, l'accertamento conterrebbe una pretesa di 52mila euro e non di 2mila euro (ossia l'importo contestato al netto dello "scudo" da accertamento).
Con l'ulteriore presupposto che il contribuente abbia adempiuto alla trasmissione del modello dei dati rilevanti ai fini degli studi di settore e che gli stessi siano corrispondenti al vero: in caso di contestazione dei dati trasmessi, la "protezione" si rendeva possibile a condizione che il maggior reddito eventualmente derivante dalla "riclassificazione" degli studi non fosse superiore al 10% del reddito d'impresa o di lavoro autonomo dichiarato.

Il sole 24 ore - 10 gennaio 2012 - C. Nocera - pag. 33

Dogane, autorizzazione cara per i piccoli

 
Certificazione. Per molte aziende acquisire lo status di operatore affidabile può costare fino a 4Omila euro

Strada impervia e tempi risicati per strappare la qualifica di operatore doganale autorizzato, uno status introdotto dall'Unione europea che premia con controlli più rapidi l'affidabilità, certificata, degli attori della filiera.
Una selva di soggetti, dalle case di spedizione, ai courier internazionali, alle società importatrici e, per il cargo, finanche una quindicina di società tra corrieri, magazzini intermedi e compagnie aeree.
Nel compilare i nuovi formulari disponibili da lunedì prossimo 16 gennaio, bisognerà garantire la fedina penale immacolata dei rappresentanti legali ma anche dell'intero consiglio di amministrazione (circolare delle Dogane 41/D/2011, che sta per essere confermata dalla direzione della Lombardia, nonchè si veda Il Sole 24 Ore del 7 e 8 gennaio).
Toccherà ai funzionari doganali spulciare il casellario per verificare le dichiarazioni ma, specie per le pmi che un consiglio di amministrazione, verosimilmente, non ce l'hanno, resta il problema costi.
Tutto compreso, tocca sborsare qualcosa come 40-50mila euro per mettere a posto le carte necessarie per una sorta di ISO 9001 in cui l'ente certificatore è l'Agenzia delle Dogane ma per la quale è necessario essere assistiti da un consulente ed essere a posto con tutte le procedure interne da riportare rigorosamente per iscritto.

Il sole 24 ore - 10 gennaio 2012 - R. Fatiguso - pag. 27

L'aumento dell'imposta è per tre mesi

La misura dipende dall'attuazione della legge delega di riforma fiscale e assistenziale.
Da ottobre fino a fine 2012 su di due punti percentuali

Aumenterà l'Iva? Si, no, forse.
In questo momento, tutte le risposte possono essere esatte, dipende dal punto di vista.
Stando alle norme in vigore, infatti, nell'immediato non accadrà nulla, ma da ottobre e fino alla fine dell'anno l'aliquota ordinaria e quella intermedia saliranno di ben due punti percentuali. E questa è oggi l'unica certezza.
Quello che succederà dopo è un'incognita, che dipende dall'attuazione o meno della riforma dei regimi fiscali agevolati: se la fumata sarà bianca, dal 2013 tutto tornerà come oggi, mentre in caso contrario gli aumenti temporanei diventeranno definitivi e ci sarà un ulteriore ritocco (al rialzo) dal 1 gennaio 2014.
Ecco come stanno attualmente le cose, nero su bianco, secondo la manovra Monti.
E così anche Fabio Fazio che domenica a Che tempo che fa ha posto un quesito a Merio Monti sull'eventuale aumento dell'Iva dovrà attendere ottobre 2012.
Autunno 2012 pesante. Cart. 18 del dl n. 201/2011 ha modificato il comma 1-ter dell'art. 40 del di n. 98/2011, che preannunciava i famosi tagli lineari ai regimi di esenzione, di esclusione e di favore fiscale al fine di blindare i conti pubblici in caso di mancata attuazione, entro il 30 settembre 2012, della riforma prevista dallo stesso art. 40.

Italia oggi - 10 gennaio 2012 - R. Rosati - pag. 29