Rassegna stampa del 24 febbraio 2012
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

PrivacyXP

Black list, operazioni con il filtro

 
Semplificazioni fiscali. Oggi il decreto legge va all'esame del consiglio dei ministri.
Niente obbligo per le cessioni di importo fino a 500 euro

Un filtro alle comunicazioni delle operazioni Iva con soggetti " black listi":l'obbligo non sussisterà più per le cessioni di beni e prestazioni di servizi di importo fino a 500 euro.
La novità è contenuta nella bozza del dl sulle semplificazioni fiscali oggi in consiglio dei ministri. Se la previsione sarà confermata, si avrà quindi un'apprezzabile riduzione dell'obbligo, soprattutto in relazione alle prestazioni di servizi di modesto importo frequentemente acquisite da soggetti passivi nazionali presso fornitori situaiti in paesi black list, ad esempio un pranzo al ristorante in Svizzera o a San Marino.

Italia oggi - 24 febbraio 2012 - F. Ricca - pag. 28

Società, non basta l'utile di un anno

 
Non operative. Nel caso di due esercizi in perdita si cumula anche il risultato positivo che non raggiunge il minimo.
Il blocco alla compensazione dei crediti Iva dovrebbe scattare dal 2013


Le modifiche alla disciplina delle società non operative, pur entrando in vigore generalmente nel periodo d'imposta 2012, presentano riverberi anche sul periodo d'imposta 2011.
In particolare l'introduzione della causa di innesco della non operatività rappresentata dal trienni di perdita fiscale rappresenta una problematica che occupa gli operatori che stanno attendendo la pronuncia organica dell'agenzia delle Entrate, specie per individuare quali siano i casi di "legittima perdita", cioè le situazioni in cui non è necessario produrre l'istanza di interpello per evitare gli effetti negativi della declamatoria di società di comodo.
A livello normativo sono ancora molti i dubbi da risolvere, anche alla luce delle istruzioni a Unico.

Il sole 24 ore - 24 febbraio 2012 - P. Meneghetti - pag. 22

Il datore può controllare le mail

Cassazione. Per la Corte ammissibile vedere i testi se vi sono illeciti da parte del dipendente.
Resta il divieto di lettura a priori e senza accordi con i sindacati

Il datore di lavoro può controllare la posta elettronica del dipendente senza vincoli, se questi si rende responsabile di comportamenti illeciti e l'azienda ha avviato un'indaginesolo dopo che tali comportamenti sono emersi. Lo ha stabilito la sezione Lavoro della Cassazione, con la sentenza 2722/12 depositata ieri.
La vicenda su cui si è pronunciata la Corte è quella del depiendente di un istituto di credito licenziato per giusta causa nel 2004.
(...) Il bancario licenziato era stato accusato di aver divulgato con messaggi di posta elettronica notizie riservate.
Le informazioni riguardavano un cliente della banca e hanno poi consentito al dipendente di effettuare operazioni finanziarie guadagnandoci personalmente.

Il sole 24 ore - 24 febbraio 2012 - M. Caprino - pag. 24