Rassegna stampa del 9 marzo 2012
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

PrivacyXP

La privacy va tutelata anche in casa d'altri

 
Riservatezza. Il nulla osta del proprietario non è sufficente

Il reato di interferenza illecita nella vita privata di una persona sussiste anche se le immagini e le conversazioni vengono captate in luogo diverso dal domicilio della vittima, e anche se il furto di privacy è agevolato dal consenso di chi condivide la situazione contestata con il malcapitato.
La Corte di cassazione - quinta sezione penale, sentenza 9235/12 depositata ieri - traccia i condini allargati dei luoghi dentro cui una persona ha diritto di sentirsi al sicuro da sguardi e orecchie indiscreti: non solo il proprio domicilio, ma anche quello altrui e indipendentemente dalla volontà del padrone di casa di escludere (o di non escludere) gli spioni.
Il caso affrontato dai giudici di ultima istanza, del resto, era molto peculiare.

Il sole 24 ore - 9 marzo 2012 - A. Gal - pag. 26

Servizi intraUe con fattura

 
Fisco. Dal 17 marzo cambieranno le regole per le prestazioni destinate a soggetti Iva residenti in Italia.
Andrà integrato il documento ricevuto - Non c'è più autofattura


Dal 17 marzo, cambieranno le regole di fatturazione dei servizi intracomunitari ricevuti dai soggetti passivi residenti in Italia, i quali dovranno integrare la fattura ricevuta anzichè emettere l'autofattura.
Infatti relativamente servizi intracomunitari generici ricevuti, di cui all'articolo 7-ter del Dpr 633/72, i committenti italiani, dovranno integrare la fattura ricevuta ai sensi dell'articolo 46 del Dl 331/93.
Come noto la fattura deve essere numerata e integrata dal committente con il corrispettivo in euro (se l'unità di conto diversa) applicando l'Iva, secondo l'aliquota relativa, generalmente quella del 21 per cento.

Il sole 24 ore - 9 marzo 2012 - G. P. Tosoni - pag. 26

Senza Pec addio Registro imprese

Semplificazioni. La camera vota la fiducia sul decreto legge. Requisiti morali per vendere.
Negata l'iscrizione a chi non ha la posta elettronica certificata

Le società senza posta elettronica certificata (Pec) non possono iscriversi al Registo imprese. Le domande già presentate restano sospese fino a quando l'istanza di iscrizione alla Camera di commercio non verrà integrata con i dati della Pce. Scompare, inoltre, il rinvio al 30 giugno prossimo, per le società già iscritte, che non hanno ancora depositato l'indirizzo Pec, benchè avrebbero dovuto farlo entro il 29 novembre 2011.
Per queste società, il rinvio era stato disposto dal decreto legge semplificazioni (n. 5/2012). Decreto che ieri, ha incassato il voto di fiducia della camera, dopo le modifiche apportate dalle commissioni di Montecitorio.

Italia oggi - 9 marzo 2012 - M. Bombi - pag. 29