Rassegna stampa del 19 marzo 2012
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

L'Ace sale con la rinuncia dei soci

Agevolazioni. I chiarimenti del decreto ministeriale che dà attuazione al bonus introdotto dalla manovra salva-Italia.
La quota deducibile viene incrementata dai finanziamenti che non vengono resi

Le rinuncie da parte dei soci alla restituzione di finanziamenti e gli accantonamenti a riserva legale incrementano la quota Ace (l'aiuto alla crescita economica introdotto dalla amanovra salba-Italia, il decreto legge 201/2011) deducibile dal reddito complessivo.
I due chiarimenti sono contenuti nel decreto attuativo della nuova agevolazione che vuole incentivare la capitalizzazione delle imprese permettendo di dedurre dal reddito il 3% del nuovo capitale.
Il provvedimento completa lo scenario delle regole applicative dell'Ace: il meccanismo applicativo del beneficio è rinvenibile anche nelle istruzioni alla compilazione del modello Unico SC che dedica all'agevolazione un prospetto del quadro RS

Il sole 24 ore - 19 marzo 2012 - P. Meneghetti, L. Miele - pag. 3

Sas, Snc e imprese individuali: lo sconto si fa più ampio

 
Per i "piccoli". Realtà ammesse al bonus se adottano la contabilità ordinaria

Ace rafforzata per le società di persone e per le imprese individuali.
Le scelte fatte dal decreto del ministero dell'Economia che attua le norme sull'aiuto alla crescita economica fissate dalla manovra salva-Italia (decreto legge 201/2011), conducono infatti a un sistema applicativo di grande vantaggio per questi soggetti.
Cosi, anche le imprese individuali e le società di persone che possono accedere al bonus fiscale connesso alla capitalizzazione delle imprese a condizione che adottino il regime di contabilità ordinaria (per natura o per opzione è inifluente).
L'aspetto più interessante sancito dal provvedimento attuativo è che per tali soggetti è l'intero patrimonio netto risultante al termine di ciascun esercizio che assume natura di entità agevolabile ai fini dell'applicazione dell'Ace.

Il sole 24 ore - 19 marzo 2012 - G. P. Ranocchi - pag. 3

Iva, è responsabile chi fattura

Cassazione. Necessaria la verifica sull'attendibilità delle informazioni fornite dalla controparte per il calcolo dell'impresa.
La corretta applicazione dell'aliquota compete al soggetto che cede il bene

Chi emette la fattura è l'unico responsabile della corretteza dell'aliquota Iva applicata alla cessione o alla prestazione anche quando dipende da informazioni o dichiarazioni fornite dal cessionario.
E' questo quanto emerge in due recenti prnunce (la 3291 e 3167 del 2012)della Cassazione.
La sentenza 3291/2012 riguarda l'applicazione dell'aliquota Iva agevolata in edilizia.
L'impresa esecutrice delle opere aveva imputato l'Iva al 4% in seguito alla dichiarazione del committente che si trattava di immobile non di lusso. L'avviso di accertamento emesso dall'ufficio riteneva che la costruzione, considerata la metratura, non poteva avere i requisiti richiesti per le abitazioni non di lusso. Pertanto doveva scontare l'aliquota ordinaria.

Il sole 24 ore - 19 marzo 2012 - L. Ambrosi - pag. 9

Segnalazioni sul factoring

Antiriciclaggio. L'Uif accende i riflettori sugli indici di anomalia.
Nel mirino cessioni per importi sproporzionati

Cessioni di crediti, in particolare nel campo dei servizi e delle consulenze, per importi sproporzionati, riferiti a beni e servizi incoerenti, da parte di imprese di recenete apertura, con repentini incrementi del giro di affari.
Sono alcuni, degli indici di "anomalia" ai fini antiriciclaggio, da valutare attentamente in merito alla possibilità di segnalazione di operazione sospetta, individuati a mezzo della comunicazione Uif (marzo 2012), da ieri sul sito, recante: Schemi rappresentativi di comportamenti anomali ai sensi dell'art. 6, c. 7, lett b) del dlgs 231/2007 - Operatività connessa con il rischio di frodi nell'attività di factoring.

Italia oggi - 17 marzo 2012 - L. De Angelis, C. Feriozzi - pag. 28