Rassegna stampa del 7 settembre 2012
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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Studi, correttivi a largo raggio

 
Accertamento. Riparte il confronto per individuare le "rettifiche" anti-crisi per il periodo d'imposta 2012.
Spuntano gli sconti per ritardi nei pagamenti delle Pa e credit crunch


Riaprirà presto il cantiere dei correttivi per gli studi di settore. Quelli calibrati per assorbire gli effetti della contrazione produttiva registrata nel 2011, e applicati in quest'ultima tornata di dichiarazioni, sembra abbiano dato buoni risultati. Almeno questo sono le prime indicazioni che arrivano dal territorio.
Chiaramente sarà necessario ora mettere mano a nuovi correttivi che tengano conto di una crisi che si è andata aggravando nel corso del periodo d'imposta 2012 e che in molti comparti economici ed aree geografiche si è manifestata ancora più duramente.


Il sole 24 ore - M. Bellinazzo, J. M. Del Bo - 7 settembre 2012 - pag. 21

La buona fede del venditore salva la detraibilità dell'Iva

 
Valore aggiunto. Messa in dubbio la tesi dell'Entrate sull'iscrizione al Vies nelle cessioni intra-Ue

Per a Corte di giustizia Ue la non imponibilità all'Iva delle cession intracomunitarie non può prescindere dalla buona fede del venditore, anche se l'operazione presenta tutti i requisiti oggettivi richiesti dalla normativa per il perfezionamento delle stesse. E il fatto che la controparte commerciale non sia più identificata ai fini dell'imposta non ha alcun rilievo sulla qualificazione dell'operazione, in quanto tale aspetto non rientra tra le condizioni sostanziali di una cessione intra Ue.
Gli stessi principi, secondo i giudici, valgono anche a livello interno: la buona fede è essenziale per l'esercizio del diritto a detrazione, mentre il possesso di partita Iva non incide sullo status di soggetto passivo di un operatore, contrariamente all'opinione delle Entrate in tema di iscrizione al sistema Vies.

Il sole 24 ore - 7 settembre 2012 - B. Santacroce, M. Mantovani - pag. 22

Per i consumatori ricorso in casa su acquisti all'estero

Giustizia. Sentenza Corte Ue

Il consumatore che ha avuto notizia della vendita di un prodotto attraverso internet e che per l'acquisdto del bene è andato direttamente nello Stato membro in cui ha sede la ditta, in caso di difetti del prodotto ha diritto di rivolgersi al giudice del luogo del suo domicilio.
Non è necessario, quindi, che il contratto tra consumatore e venditore sia concluso a distanza. E' il principio stabilito dalla Corte di giustizia Ue in una sentenza depositata ieri (C-190/11).
Nel segno della tutela dei consumatori, infatti, la Corte allarga il perimetro d'intervento dei giudici del domicilio del consumatore a danno dei tribunali del luogo di conclusione del contratto, aggiungendo un importante tassello nell'interpretazione del regolamento 44/2001, sulla competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale.

Il sole 24 ore - 7 settembre 2012 - M. Castellaneta - pag. 24