Rassegna stampa del 9 ottobre 2012
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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Servizi di pagamento trasparenti

 
Antiriciclaggio. La Banca d'Italia predispone le indicazioni per monitorare l'attività sul trasferimento dei fondi.
Bonifico a rischio annullamento quando i dati forniti non sono completi

Attenzione crescente sui trasferimenti di fondi. Il Provvedimento della Banca d'Italia recante istruzioni sulla raccolta e utilizzo dei dati informativi relativi a queste operazioni ne è la prova più recente. Il documento, datato 18 giugno 2012 ma pubblicato sul sito dell'Autorità sabato scorso, mira a fornire indicazioni dettaglate sugli adempimenti che devono essere osservati dai prestatori di servizi di pagamento coivolti nell'esecuzione di trasferimento fondi.
Il testo, che recepisce il Regolamento CE n. 1781/2006, nasce dalla volontà di regolamentare in maniera sempre più efficace un settore, quello dei servizi di pagamento, in forte ascesa.

Il sole 24 ore - 9 ottobre 2012 - R. Razzante - pag. 31

Società di comodo solo se c'è abuso

 
Delega fiscale. In aula alla Camera domani la semplificazione di un sistema normativo che puntava essenzialmente sul gettito.
Sui beni utilizzati dai soci prevale il principio dell'inerenza all'attività svolta


La disciplina delle società di comodo torna, attraverso la delega fiscale, alla finalità originaria: quella di colpire l'"abuso" dello strumento societario. Con il nuovo testo del disegno di legge delega per la riforma fiscale (il testo arriverà all'Aula della Camera domani) viene prevista la "revisione, razionalizzazione e coordinamento della disciplina delle società di comodo e del regime dei beni assegnatari ai soci o ai loro familiari".
Si tratta di una novità di grande importanza considerando che negli ultimi tempi le società di comodo sono divenute una sorta di pretesto buono per ogni occasione, che ha portato a includere tra le stesse anche società realmente operative, ma che dichiarano perdite fiscali.(...)
Lo ha specificato bene la circolare delle Entrate n. 5/E/2007, con la quale è stato affermato che "la richiamata disciplina intende penalizzare quelle società che, al di là dell'oggetto sociale dichiarato, sono state costituite per gestire il patrimonio nell'interesse dei soci, anziché esercitare una effettiva attività commerciale".

Il sole 24 ore - 9 ottobre 2012 - D. Deotto - pag. 27