Rassegna stampa del 9 novembre 2012
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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Rischio Iva per le società in perdita

 
Fisco e contribuenti. Le conseguenze della manovra di Ferragosto 2011 che considera non operative tutte le aziende in rosso da un triennio.
Il "deficit" esclude sempre le compensazioni e i rimborsi - Difficile rimediare con l'interpello

Tra le penalizzazioni fiscali per le società in perdita, dovute al fatto che sono considerate "di comodo", c'è il divieto di utilizzare in compensazione il credito Iva (o di chiederne il rimborso).
Le società che hanno conseguito perdite fiscali in un triennio (o che nel medesimo triennio hanno conseguito perdite in due periodi e nell'atrlo hanno realizzato un reddito inferiore a quello minimo) sono considerate non operative a partire dal periodo d'imposta successivo al triennio medesimo.
Deve essere posto l'accento su quest'ultimo particolare, introdotto dal Dl 138/11, perchè l'agenzia delle Entrate ha invece affermato (circolare 23/E/2012) che le società di comodo si dividono in due categorie: le società "non operative" e quelle che dichiarano perdite.

Il sole 24 ore - 9 novembre 2012 - D. Deotto, G. Valcarenghi - pag. 23

Frode fiscale soft

 
La Cassazione ora rallenta la presa sugli imprenditori.
Misure cautelari solo con precedenti


La Suprema corte allenta la presa con gli imprenditori accusati di reati tributari. L'indagato pre frode fiscale non dev'essere sottoposto a misure cautelari a meno che non abbia specifici precedenti.
Lo ha stabilito la quinta sezione penale della Cassazione che, con la sentenza n. 43186 dell'8 novembre 2012, ha accolto il ricorso di due contribuenti indagati per frode fiscale e bancarotta, annullando con rinvio la misura dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, disposta dal Tribunale di Venezia.

Italia oggi - 9 novembre 2012 - D. Alberici - pag. 26

Depositi doganali, niente privilegi

La Corte di giustizia Ue interviene sul requisito della territorialità. Fatta salva l'esenzione.
Le cessioni di beni vincolati rientrano nel campo dell'Iva

Agli effetti dell'Iva, i depositi doganali non sono luoghi extraterritoriali, ma appartengono al territorio dello stato membro nel quale si trovano.
Di conseguenza, le cessioni di beni vincolati al regime di deposito doganale rientrano nel campo di applicazione dell'imposta, anche se possono essere esentate facoltativamente dalla normativa nazionale.
E' quanto chiarisce la sentenza della Corte di giustizia Ue dell'8 novembre 2012, causa C-165/11, risolvendo le questioni sollevate dai giudici slovacchi in relazione a una controversia scaturita da un accertamento con il quale l'amministrazione finanziaria aveva contestato a una società il mancato assoggettamento all'imposta delle cessioni di beni situati in un deposito doganale.

Italia oggi - 9 novembre 2012 - F. Ricca - pag. 28