Rassegna stampa del 4 dicembre 2012
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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La fattura elettronica garantisce la prova sicura

 
La certezza giuridica. La data

Per la decorrenza degli interessi moratori assume una rilevanza fondamentale la data della fattura.
La direttiva comunitaria individua nella fatturazione elettronica lo strumento in grado di fornire una prova utile a assicurare certezza giuridica alla data esatta del suo ricevimento da parte dei debitori.
Più nel dettaglio, il diciottesimo "considerando" precisa come le fatture rappresentano di per sé richieste di pagamento, costituendo documenti importanti nella catena delle transazioni per la fornitura di merci e servizi. (...)
La disciplina in materia è da ultimo contenuta nella direttiva 2011/45/Ue, il cui recepimento dovrà essere operato entro il 31 dicembre 2012.

Il sole 24 ore - 4 dicembre 2012 - A.M., B. Sa. - pag. 23

Lo scioglimento non "salva"

 
Adempimenti. La disapplicazione del regime delle società di comodo quando il bilancio è in rosso.
Resta l'incertezza su come va calcolato il periodo di osservazione


Disapplicazione a ostacoli del regime delle società di comodo per le società in liquidazione con perdite nel triennio 2009-2011.
Il provvedimento dell'11 giugno 2012 dell'agenzia delle Entrate consente l'uscita dalla norma per chi si impegna a richiedere la cancellazione entro l'anno successivo, ma non è chiaro se questa disposizione valga già per l'esercizio 2012.
La crisi e le ripetute strette fiscali per le società in rosso spingono molte aziende a deliberare lo scioglimento anticipato procedendo in tempi brevi alla cancellazione dal Registro delle imprese.

Il sole 24 ore - 4 dicembre 2012 - L. Gaiani - pag. 24

Iva omessa, sequestro con limiti

Cassazione. Con il pagamento dell'imposta scompare l'indebito vantaggio da aggredire con il provvedimento giudiziale.
La misura preventiva non si applica se, dopo il reato, si provvede al versamento

Non si possono sequestrare in via preventiva i beni del contribuente responsabile del delitto di omesso versamento dell'Iva se ha provveduto, successivamente alla consumazione del reato, al versamento dell'imposta.
A fornire questa precisazione è la Cassazione con la sentenza 46726 depositata ieri.
Un contribuente non versava l'Iva dovuta per oltre 200mila euro, entro il termine per il versamento dell'acconto del periodo di imposta successivo, rendendolo cosi responsabile del reato previsto e punito dall'articolo 10 ter del Dlgs 74/2000.

Il sole 24 ore - 4 dicembre 2012 - A. Iorio - pag. 31