Rassegna stampa del 13 marzo 2013
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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Redditometro, spese a doppio binario

 
Fisco e contribuenti. Professionisti e agenzia delle Entrate alle prese con gli ultimi dubbi interpretativi in vista della circolare.
In primo piano le uscite effettive - Utilizzazione ridotta per i valori medi dell'Istat

Spese medie Istat e incrementi patrimoniali sono due de principali dubbi tra gli innumerevoli sul redditometro.
In relazione alle spese medie Istat, la questione su cui si discute è il loro ambito di operatività.
Premesso che le spese medie Istat rilevano solo per alcune voci della tabella allegata al decreto del redditometro (per esempio, per abbigliamento e calzature, per le spese scolastiche, per le spese per le vacanze, per gli animali domestici), va rilevato che queste verranno (giustamente) considerate soltanto nel contraddittorio e non nella selezione delle posizioni da sottoporre a controllo.
Il decreto stabilisce che le spese medie Istat (cosi come quelle derivanti da analisi e studi socioeconomici) rilevano quando risultano superiori alle spese effettive sostenute dal contribuente, delle quali l'Agenzia risulta essere a conoscenza.

Il sole 24 ore - 13 marzo 2013 - D. Deotto - pag. 15

L'affitto a tempo arriva in Unico

 
I chiarimenti delle Entrate. Gli effetti dell'Imu sull'imposta sui redditi alla luce della circolare 5/E.
Il periodo locato paga l'Irpef, quello non affittato diventa esente


I redditi degli immobili non locati non devono più essere computati neppure ai fini della formazione del reddito complessivo.
Questo vale anche per l'abitazione principale e ha effetti, tra l'altro, ai fini delle detrazioni di legge.
In caso di locazione per una parte dell'anno, ai fini Irpef il reddito dell'unità immobiliare deve essere suddiviso in due parti, in corrispondenza del periodo di non locazione e di locazione.
Gli immobili esenti Imu devono invece regolarmente scontare l'Irpef. Con la circolare 5/E del 2013, l'agenzia delle Entrate ha fornito nuovi chiarimenti applicativi, dopo le prime indicazioni contenute nella circolare 3 del 2012 del Dipartimento delle politiche fiscali

Il sole 24 ore - 13 marzo 2013 - L. Lovecchio - pag. 17

Privacy, siti comunali oscurati

Il garante ha bacchettato 10 enti per non aver rispettato gli standard di riservatezza.
Cancellati i dati di alcuni cittadini destinatari di Tso

Siti web dei comuni nel mirino del garante della privacy.
Oscurato il contenuto di alcune ordinanze di trattamento sanitario obbligatorio per violazione del divieto di diffusione di dati relativi alla salute delle persone. E sono in arrivo sanzioni amministrative.
Il garante ha applicato il principio del codice della privacy per cui le pubbliche amministrazine (ma anche privati) non possono diffondere dati sanitari (articolo 22, comma 8, del dlgs 196/2003).
Cosi per dieci comuni è scattato l'oscuramento dai siti web dei dati personali contenuti in alcune ordinanze con le quali i sindaci disponevano il trattamento sanitario obbligatorio per determinati cittadini.

Italia oggi - 13 marzo 2013 - A. Ciccia - pag. 29