Rassegna stampa del 9 maggio 2013
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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Dilazioni veloci fino a 50mila euro

 
Riscossione. Equitalia eleva di 30mila euro il limite dei debiti per i quali si può accedere alle rateizzazioni con una semplice richiesta motivata.
I contribuenti in difficoltà potranno pagare in 72 mesi (6 anni) invece che in 48 (4 anni)

Equitalia semplifica l'accesso alla rateizzazione delle cartelle esattoriali. Per facilitare i contribuenti in difficoltà nel far fronte ai versamenti delle imposte è stata ampliata e facilitata la possibilità di ottenerne la dilazione.
Con una semplice richiesta - senza cioè dover documentare il proprio stato di disagio e senza dover rispettare determinati parametri - si potrà rateizzare debiti fino a 50mila euro e per una durata di 72 mesi.
Le due novità sono state annunciate ieri dalla società di riscossione. Nel giro di un anno, dunque, Equitalia ha alzato per due volte la soglia della rateizzazione "in carta semplice" originariamente fissata a 5mila euro.
All'inizio di marzo 2012, infatti, questo limite è stato portato a 20mila e adesso viene elevato a 50mila euro.

Il sole 24 ore - 9 maggio 2013 - M. Bellinazzo - pag. 21

Black list, spiraglio sui costi

 
Cassazione. Deducibile l'operazione con un soggetto residente in un Paese a fiscalità privilegiata.
La transazione deve avere un effettivo interesse economico


Prezzi competitivi, puntualità e serietà del fornitore costituiscono un effettivo interesse economico per consentire la deduzione di spese sostenute con soggetti ubicati in Stati a fiscalità privilegiata.
Se l'amministrazione insiste nel proseguire il contenzioso, il giudice di merito che la condanna al pagamento delle spese non deve fornire alcuna specifica motivazione, in virtù della regola della soccombenza.
A fornire queste interessanti precisazioni è la Cassazione, con la sentenza 10749 depositata l'8 maggio 2013.

Il sole 24 ore - 9 maggio 2013 - A. Iorio - pag. 25

Fatture puntuali

Iva. Sentenza della Corte di giustizia europea.
La vaghezza blocca la detrazione

Il fisco può contestare la detrazione dell'Iva se la fattura d'acquisto è incompleta, in particolare per quanto riguarda la descrizione dell'operazione; a nulla vale la successiva integrazione del documento, se arriva dopo l'accertamento.
Questo, in estrema sintesi, è quanto emerge dalla sentenza della Corte di giustizia Ue dell'8 maggio 2013, causa C-271/12, che risolve le questioni pregiudiziali prospettate dai giudici belgi in relazione a una controversia fiscale avente a oggetto il diniego del diritto alla detrazione dell'Iva esercitato da un'impresa sulla base di fatture portanti una descrizione troppo generica delle prestazioni.

Italia oggi - 9 maggio 2013 - F. Ricca - pag. 28