Rassegna stampa del 10 settembre 2013
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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Investimenti, cambio di marcia

 
Redditometro. Salta il vecchio metodo di calcolo: l'incremento patrimoniale non rileva più con distribuzione su cinque anni.
Agli impieghi vanno sottratti i disinvestimenti e i finanziamenti ricevuti

Gli investimenti e i relativi incrementi patrimoniali nel nuovo redditometro trovano una specifica regolamentazione che, da una parte, consente ai contribuenti di fornire un più ampio ventalio di giustificazioni e, dall'altro, spiazza definitivamente la prassi di alcuni uffici che negli accertamenti su periodi d'imposta precedenti al 2009 utilizzava gli incrementi post 2009.
L'articolo 38 del Dpr 600/73 - nuova versione - prevede chiaramente che le spese qualsiasi esse siano rilevano nel periodo d'imposta in cui sono state sostenute.


Il sole 24 ore - 10 settembre 2013 - B. Santacroce - pag. 17

Modello Intrastat verso l'addio

Un percorso in salita per la soppressione dell'adempimento prevista dal dl del Fare.
Cancellazione legata a un decreto e a un regolamento

Il modello Intrastat servizi acquistati sarà soppresso. Ma non si sa quando. La cancellazione dell'adempimento è già scritta, nero su bianco, nell'art. 5-bis, comma 4, del dl n. 69/2013 (il cosiddetto decreto del Fare), aggiunto dal parlamento in sede di conversione nella legge n. 98/2013.
La decorrenza (e l'efficacia) della norma, però, dipende dalle disposizioni di attuazione che dovranno essere emanate con un decreto del ministro delle finanze.

Italia oggi - 10 settembre 2013 - R. Rosati - pag. 26

Stretta sull'abuso

Cassazione. L'indebito risparmio d'imposta.
Penale per dichiarazioni infedeli

La dichiarazione infedele che ha come conseguenzal'indebito risparmio d'imposta è un'elusione fiscale perseguibile sul piano penale.
Lo ha sancito la quinta sezione penale della Corte di cassazione che, con la sentenza n. 36894 del 9 settembre 2013, ha denunciato il contrasto interpretativo sull'abuso di diritto nel processo penale, aderendo poi alle sentenze più restrittive.
Con una interessante motivazione il Collegio di legittimità ha ribadito la perseguibilità penale del contribuente nei casi di elusione fiscale, purchè, è stato nuovamente precisato sia stata violata una specifica norma antielusiva.

Italia oggi - 10 settembre 2013 - D. Alberici- pag. 25