Rassegna stampa del 2 ottobre 2013
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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Perdonato l'errore 'tecnico'

 
L'aumento dell'Iva/1. I tempi e le modalità per l'adeguamento al 22% dopo il comunicato dell'agenzia delle Entrate.
Niente sanzioni solo se la violazione è attribuibile agli strumenti informatici

Le Entrate concedono una moratoria per le sanzioni connesse all'erronea applicazione della nuova aliquota Iva 22% (mentre, va ricordato, l'aumento non coinvolge le aliquote del 4 e del 10%).
L'inaspettato incremento dell'imposta, che veniva dato per posticipato, ha creato non pochi problemi agli operatori, che stanno lottando contro il tempo per adeguare le procedure e i sistemi di fatturazione. Considerata la situazione di "emergenza" le Entrate, con un comunicato stampa del 30 settembre, hanno concesso un periodo di tolleranza durante il quale non saranno applicate sanzioni nel caso di errori connessi al cambio di aliquota.


Il sole 24 ore - 2 ottobre 2013 - B. Santacroce, M. Mantovani - pag. 23

L'integrativa 'batte' il rimborso

I chiarimenti delle Entrate. Dopo le indicazioni che sono arrivate con la circolare n. 31/E sulle correzioni agli errori.
La dichiarazione a favore diventa strumento più efficace dell'istanza di restituzione

I chiarimenti dati con la circolare n. 31/E/2013 sulle dichiarazioni integrative in seguito ad errori contabili potrebbero mettere "in soffitta", in molti casi, le istanze di rimborso.
E' questo un aspetto che va necessariamente colto dal continuo "stiracchiamento" interpretativo sulla vicenda delle dichiarazioni integrative a favore del contribuente.
Nell'ordinamento si hanno due norme: una (articolo 2, comma 8, del Dpr 322/1998), che stabilisce la possibilità di rettificare la dichiarazione nei medesimi termini in cui l'amministrazione finanziaria può eseguire l'azione di accertamento.

Il sole 24 ore - 1° ottobre 2013 - D. Deotto - pag. 26

Detrazione Iva se c'è buona fede

Cassazione. I vincoli alla prova

L'aquirente in buona fede ha diritto alla detrazione dell'Iva, in quanto non può essere responsabilie del comportamento illegittimo dei suo fornitori che evadono o commettono frodi.
Sbaglia l'ufficio che la nega, considerando le operazioni soggettivamente inesistenti, ma senza fornire alcun "riscontro documentale di quegli indizi (gravi, precisi e concordanti) richiesti dalla giurisprudenza comunitaria".
Per la Cassazione , sentenza 20777/13, va quindi respinto il ricorso dell'ufficio contro la sentenza 177/2007 della Ctr della Sicila, sezione staccata di Caltanissetta, depositata il 22 aprilre 2008.

Il sole 24 ore - 1° ottobre 2013 S. Morina, T. Morina - pag. 26