Rassegna stampa del 7 ottobre 2013
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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L'Iva per cassa dribbla l'aliquota al 22%

 
Imposte indirette. Gli operatori che hanno scelto di aderire al regime introdotto dal Dl 83/2012 devono stabilire correttamente il momento impositivo.
Le operazioni effettuate prima del 1° ottobre ma non ancora pagate mantengono il vecchio prelievo

Chi ha scelto di entrare nel regime dell'Iva pre cassa previsto dall'articolo 32-bis del Dl 83/2012 non deve temere (non più degli altri operatori, almeno) l'incremento dell'aliquota Iva ordinaria (dal 21 al 22%) in vigore dal 1° ottobre.
Infatti, chi ha aderito al sistema dell'esigibilità differita al momento dell'incasso non deve rettificare l'Iva sulle operazioni effettuate prima del termine di decorrenza della nuova aliquota e per cui non ha ancora incassato il corrispettivo a tale data.


Il sole 24 ore - 7 ottobre 2013 - G. Gavelli, M. Sirri, R. Zavatta - pag. 3

Tempi lunghi per il redditometro

Lotta all'evasione. La complessità del procedimento di accertamento può richiedere fino a 80 giorni per ogni singolo controllo.
I passaggi confermano l'impossibilità di raggiungere il traguardo di 35mila verifiche

Che il grosso dei controlli e degli accertamente tributari fondati sul nuovo articolo 38 del Dpr 600/73 riguardasse ormai il 2014 era scontato: l'obiettivo dei 35 mila accertamenti inizialmente previsti per l'anno in corso, con il trascorrere del tempo, è diventato, cosi, impossibile da raggiungere.
La ragione va ricercata nel fatto che il nuovo strumento, ancora ai blocchi di partenza agli inizi di ottobre, consta di un procedimento dispendioso in termini di tempo: le diverse disposizioni che lo disciplinano, infatti, giocano a favore di una gestione del singolo controllo che comporta perlomeno 70-80 giorni per le parti in causa.

Il sole 24 ore - 5 ottobre 2013 - C. Nocera - pag. 24

Scambio dati utilizzo ampio

Si stringe la morsa dello scambio di informazioni. Su tutti i tavoli internazionali (Unione europea, G-20, Ocse) sono in corso i lavori per abbattere le ulteriori barriere rimaste alla cooperazione automatica in materia fiscale. Ma nel frattempo, in attesa che vengano messi a punto nuovi strumenti per scardinare l'evasione transfrontaliera, l'Agenzia delle entrate chiede ai suoi uffici di utilizzare meglio quelli che già ci sono. Quanto fatto finora, infatti, non è sufficiente.
Tanto da suscitare un richiamo da parte di Bruxelles

Italia oggi - 7 ottobre 2013 - pag. 7