Rassegna stampa del 15 ottobre 2013
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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Paletti sui beni ai soci

La norma del dl 138/2011 non ammette interpretazioni estensive.
Esclusi i familiari di imprenditori individuali

Imprenditori individuali non obbligati alla comunicazione telematica dei finanziamenti ricevuti dai loro familiari.
L'inclusione degli stessi nel novero dei soggetti obbligati alla trasmissione telematica entro il prossimo 12 dicembre, è frutto di un eccesso di delega da parte del provvedimento direttoriale del 2 agosto 2013 n. 94904.
Secondo l'articolo 2, comma 36 septiesdecies del decreto legge n. 138/2011 - fonte primaria istitutiva del nuovo obbligo di comunicazione all'anagrafe tributaria - l'Agenzia delle entrate deve infatti monitorare sistematicamente soltanto "qualsiasi forma di finanziamento o capitalizzazione effettuata nei confronti della società". L'uso di tale termine esclude quindi ogni rilevanza ai fini del controllo in questione agli apporti effettuati verso le imprese individuali


Italia oggi - 15 ottobre 2013 - A. Bongi - pag. 27

Lo spesomentro aggrega di più

I chiarimenti desumibili dal modello polivalente definitivo, pubblicato dalle Entrate.
Un quadro ad hoc per le operazioni senza fattura

Il nuovo spesometro consente di aggregare anche le operazioni non documentate da fattura. Questa una delle incertezze dissipate dal modello polivante definitivo, pubblicato sul sito interne dell'Agenzia delle entrate la settimana scorsa.
E' quindi possibile, per i contribuenti, avvalersi della facoltà di comunicare in forma aggregata non soltanto le operazioni assistite da fattura, ma anche i corrispettivi diversamente certificati.

Italia oggi - 15 ottobre 2013 - R. Rosati - pag. 30

La Service Tax la pagano tutti

Legge di stabilità. Nel Trise confluiranno la Tari (rifiuti) e la Tasi (servizi).
Proprietari di immobili ma anche inquilini (fino al 30%)

Sarà Trise la nuova, (e come al solito ostica) sigla con cui i contribuenti italiani dovranno familiarizzare dal 2014. Il nuovo tributo sui servizi comunali manderà in pensione, dopo un solo anno di vita, la Tares e si articolerà in due componenti: la prima, a copertura dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani, denominata Tari; la seconda, a copertura dei servizi indivisibili dei comuni, chiamata Tasi.
Lo pagheranno non solo i proprietari di immobili ma anche gli inquilini (in misura compresa tra il 10% e il 30% secondo quanto stabilito dai comuni con regolamento), visto che il presupposto di imposta è "il possesso, l'occupazione o la detenzione a qualsiasi titolo di unità immobiliare" (o di locali e aree scoperte suscettibili di produrre rifiuti per quanto riguarda la Tari), con il vincolo di solidarietà tra i componenti del nucleo familiare.

Italia oggi - 15 ottobre 2013 - F. Cerisano - pag. 32