Rassegna stampa del 24 ottobre 2013
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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Spesometro e "Pa", spunta il rinvio

Adempimenti. L'agenzia delle Entrate studia un provvedimento che dovrebbe escludere Stato, Regioni, enti locali e pubblici per 2012 e 2013.
Pesa la mancata attuazione della riforma della contabilità del settore, che risale al 2009

Una via d'uscita per le pubblica amministrazioni. Il nuovo spesometro - a circa 20 giorni dalla prima scadenza per l'invio dei dati 2012 - potrebbe risparmiare Stato, Regioni, Province, Comuni e tutti gli organismi di diritto pubblico.
Allo studio dell'agenzia delle Entrate - a quanto apprende il "Sole 24 ore" - c'è un provvedimento che dovrebbe esonerare le Pa dalla compilazione e dalla trasmissione dei dati sia per il 2012 che per il 2013 (in questo caso la scadenza invio è prevista per prossimo mese di aprile).
Se la soluzione dovesse andare in porto, si tratterebbe a grandi linee di una riedizione di quanto avvenuto già nel recente passato.


Il sole 24 ore - 24 ottobre 2013 - G. Parente, B. Santacroce - pag. 29

Dichiarazione Iva formato Ue

Valore aggiunto. La Commissione ha ufficializzato la proposta di revisione degli adempimenti in tutta l'Unione.
L'obiettivo è arrivare a un prospetto con un massimo di 26 caselle

Per l'Italia sarà una nuova rivoluzione. Quando la nuova dichiarazione Iva modellata sugli standard europei diverrà pienamente operativa - si parla del 1° gennaio 2017 - si passerà da un documento con 586 voci (quelle oggi previste dalla disciplina nazionale) a uno che ne potrà richiedere al massimo 26.
L'adempimento Iva, oltre a essere semplificato, avrà una scadenza mensile, o trimestrale per quanto riguarda le micro-imprese, sostituendo integralmente altri obblighi, come l'attuale dichiarazione annuale, nella quale i contribuenti italiani - oltre 5 milioni come cerficano le statistiche Us - sono obbligati a riepilogare, tra l'altro, l'ammontare delle operazioni registrate e liquidare l'imposta.

Il sole 24 ore - 24 ottobre 2013 - M. Bellinazzo - pag. 31

"Transfer" sui prezzi di origine

Giustizia tributaria. La Corte di cassazione precisa le regole da applicare in materia di accertamento.
Determinante quanto viene pagato nel Paese dei fornitori

Il transfer pricing deve essere determinato con riferimento ai prezzi applicati nel Paese di chi ha fornito i beni e non di chi li ha ricevuti.
A precisarlo è la Cassazione con la sentenza 24005 depositata ieri.
A seguito di una verifica della GdF era stata rettificata la dichiarazione di una società appartenente a un gruppo internazionale sul presupposto che i prezzi applicati ai beni venduti alla casamadre belga, fossero inferiori al valore normale. Infatti, la società italiana, per analoghe cessioni in favore di soggetti diversi da quelli del gruppo, applicava prezzi superiori.

Il sole 24 ore - 24 ottobre 2013 - A. Iorio - pag. 32