Rassegna stampa dell'8 novembre 2013
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

ArchiviOK, il software per l'Archiviazione elettronica e la conservazione sostitutiva di Data Print Grafik

Spesometro al 31 gennaio 2014

Lotta all'evasione. Un comunicato e un provvedimento del direttore "ufficializzano" la finestra temporale supplementare.
Gli intermediari potranno annullare o correggere i file per l'Archivio dei conti

Per lo spesometro e l'archivio dei rapporti finanziari, come anticipato dal Sole 24 nei giorni scorsi, l'agenzia delle Entrate dispone non una proroga dei termini (nel secondo caso, peraltro, già scaduti lo scorso del 31 ottobre), ma una sorta di "fase di tolleranza", fino al prossimo 31 gennaio 2014, con la possibilità di inviare le comunicazioni o rettificare eventuali errori senza incorrere nelle sanzioni previste dalle rispettive normative.
Nel comunicato stampa diffuso ieri, l'Agenzia non esplicit in maniera formale l'inapplicabilità di penalità per i "ritardi".


Il sole 24 ore - 8 novembre 2013 - M. Bellinazzo - Pag. 29

Google deve garantire "l'oblio"

Privacy & web. Max Mosley, ex presidente Fia, ottiene la cancellazione delle foto di un festino privato filmato abusivamente.
Il Tribunale civile di Parigi afferma la responsabilità del motore di ricerca sui contenuti

Rimuovere automaticamente dal motore di ricerca tutte le foto riguardanti un festino privato.
Il Tribunale de Grand Istance di Parigi - giurisdizione che si occupa principalmente dei diritti della persona - entra nel dibattito sull'equilibrio tra libertà di informazione e privacy nel web con una decisione, ufficializzata mercoledit, che definire dirompente non è eccessivo.
Il caso è quello, famosissimo, dell'ex presidente della Formula 1, Max Mosley, immortalato cinque anni fa nel corso di incontri sadomasochistici filmati con microcamere nascoste. La questione posta da Mosley alla corte francese è davvero di principio. L'ex patron del circo automobilistico chiede infatti che Google, in quanto motore di ricerca e in qualitè di fornitore di servizi in rete, intervenga a far sparire dalla lista delle ricerche automatiche (o presunte tali) le nove immagini privatissime costategli per certi versi la reputazione, e che altre corti londinesi e francesi avevano già tacciato di "violazione di privacy".
E il tribunale parigino ha dato ragione a Mosley. (...)
Google ha subito annunciato che appellerà la sentenza, anche perché è destinata a creare preoccupazioni ai sostenitori della libertà di Internet (...).

Il sole 24 ore - 8 novembre 2013 - A. Galimberti - pag. 35