Rassegna stampa del 12 novembre 2013
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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Identificazione, dati dai clienti

Antiriciclaggio. Le risposte del Mef, Gdf e Banca d'Italia.
Va richiesto un documento, da inserire nel fascicolo

Il titolare effettivo non può essere individuato autonomamente dal professionista, perché è il cliente che deve fornire i dati, sotto la sua responsabilità.
Non basta il socio al 51% per l'indicazione del titolare effettivo e si deve risalire nella catena partecipativa per scoprire la persona fisica che esercita il controllo sulla società.
Sono alcune delle precisazioni traibili dai chiarimenti forniti dal Ministero dell'Economia e delle finanze, dalla Guardia di finanza e dalla Banca d'Italia mediante le risposte ai quesiti in materia di antiriciclaggio dell'11 novembre 2013.


Italia oggi - 12 novembre 2013 - C. Feriozzi, L. De Angelis - Pag. 24

Uscita soft con l'assegno dell'azienda

Ristrutturazioni d'impresa. Il prepensionamento anticipato consente di evitare i contenziosi collegati ai licenziamenti.
Il presupposto: l'accesso alla pensione deve maturare al massimo entro 48 mesi

La legge di riforma del mercato del lavoro, entrata in vigore da oltre un anno, ha introdotto una sorta di prepensionamento anticipato.
Ci è voluto del tempo prima che si concretizzassero le prime uscite dal lavoro. Alcuni grandi aziende, dopo aver eseguito attente valutazioni di merito, hanno utilizzato lo strumento e per alcuni lavoratori è arrivato il momento di anticipare la risoluzione del rapporto di lavoro, percependo la cosi detta isopensione.
A differenza del prepensionamento vero e proprio, l'esodo dei lavoratori anziani (previsto dall'articolo 4 delle legge 92/2012) si caratterizza per il fatto che gli oneri dell'operazione restano a esclusivo carico del datore di lavoro e l'Inps interviene in qualità di "ufficio pagatore" dopo aver ricevuto dall'azienda il denaro sufficiente per erogare la prestazione al lavoratore e accreditargli la contribuzione correlata.

Il sole 24 ore - 12 novembre 2013 - A. Cannioto, G. Maccarone - pag. 23

Sanzioni Iva con parametri Ue

Reverse charge. La Corte di giustizia è chiamata a esprimersi sulle conseguenze della mancata registrazione dei documenti esteri.
Va chiarito se la penalità del 3% è applicabile anche per omessa integrazione

Le sanzioni per l'omesso reverse charge richiedono una determinazione compatibile con i principi dell'Unione europea.
Con l'ordinanza 25035/2013, la Corte di cassazione ha investito la Corte di giustizia europea del problema della misura delle sanzioni, da applicare nel caso in cui il contribuente non proceda in termini alla cosiddetta inversione contabile, cioè, all'integrazione delle fatture estere con l'Iva italiana.

Il sole 24 ore - 12 novembre 2013 - P. Centore - pag. 24