Newsletter di febbraio 2014
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

Gentile Lettore,

come comunicato nell’ultima newsletter del 20 dicembre 2013,
il servizio di rassegna stampa quotidiana cambierà forma.

In particolare varieranno l’invio, che non sarà più giornaliero, ed il taglio
delle comunicazioni che prevederanno spunti di riflessione e approfondimenti
sulle tematiche della fatturazione elettronica, della conservazione
sostitutiva, della firma grafometrica e più in generale del digitale.

Nella speranza che anche il nuovo servizio sia di suo gradimento
l’occasione ci è gradita per inviarle
distinti saluti

La redazione
ArchiviOK, il software per l'Archiviazione elettronica e la conservazione sostitutiva di Data Print Grafik

Fatturazione elettronica alla PA ed il DM del 3 aprile 2103 n. 55

Con la pubblicazione nella GU del 22 maggio 2013 n. 118 del DM 3 aprile 2013 n. 55, sono diventate operative le regole per la gestione dei processi di fatturazione elettronica obbligatoria verso le P.A.
Tutte le Amministrazioni destinatarie non potranno pertanto accettare fatture in forma cartacea ed ovviamente emettere i relativi pagamenti, sino all’invio del documento in forma elettronica.
La fattura elettronica sarà un documento in formato xml (eXtensible Markup Language) sottoscritto con firma elettronica digitale o firma qualificata e non contenente codice eseguibile o macroistruzioni.
L’apposizione della firma elettronica sarà garanzia di immodificabilità del documento e riconoscimento certo del soggetto emittente. I fornitori delle P.A. dovranno quindi gestire il proprio ciclo di fatturazione in modalità elettronica, non solo nelle fasi di emissione e trasmissione ma anche in quella successiva di conservazione sostitutiva che sarà obbligatoria per dare valore legale nel tempo alle fatture elettroniche e relative ricevute.
E’ ammessa la figura dell’intermediario, vale a dire soggetti terzi (banche, Poste, altri intermediari finanziari, commercialisti, imprese ICT) ai quali i fornitori della PA possono rivolgersi per l’emissione e trasmissione della fattura elettronica e per la conservazione sostitutiva prevista dalla legge. Possono servirsi degli intermediari anche le PA per la ricezione del flusso elettronico dei dati e per la relativa conservazione sostitutiva prevista dalla legge.
E’ sempre possibile in qualunque momento per colui che emette o trasmette la fattura elettronica visionare lo stato del documento presso il sistema di Interscambio attraverso una procedura messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.
I messaggi relativi al documento emesso o trasmesso possono essere visualizzati direttamente dall'emittente o dal trasmittente attraverso le proprie credenziali Entratel o Fisconline. Inoltre, sempre tramite apposita applicazione resa disponibile dall’Agenzia delle Entrate, è possibile definire le persone fisiche autorizzate a visualizzare le informazioni sui documenti per conto dei soggetti giuridici che rappresentano.
La tempistica di decorrenza dell’obbligo di fatturazione elettronica è fissata come segue:
- 6 giugno 2014 per: Ministeri, Agenzie Fiscali, enti nazionali di previdenza ed assistenza;
- 6 giugno 2015 per le altre amministrazioni centrali.
Verrà emesso un decreto che determinerà la decorrenza per le amministrazioni locali (probabilmente il 6 giugno 2015).
In ogni caso, già dal 6 dicembre 2013, le PA possono cominciare volontariamente a ricevere le fatture elettroniche, loro destinate, attraverso il Sistema di Interscambio.
La trasmissione della fattura elettronica avverrà attraverso il Sistema di Interscambio (SdI) il cui gestore, secondo il decreto del 7 marzo 2008 è l’Agenzia delle Entrate.
Il Sistema di Interscambio è un sistema informatico capace di ricevere le fatture, effettuare i relativi controlli ed inoltrare le fatture stesse alle Amministrazioni destinatarie.
Il sistema di interscambio accetta 3 differenti tipologie di file:
- file xml firmato digitalmente contenente una singola fattura;
- file xml firmato digitalmente contenente un lotto di fatture omogenee per destinatario;
- un file .zip contenente al suo interno uno o più file xml firmati digitalmente come descritto sopra che il Sistema di Interscambio elabora e suddivide in singoli file xml per controllarli ed inviarli al destinatario competente.
In seguito all’invio del file xml o del file .zip, il Sistema di Interscambio provvederà al controllo ed all’inoltro alle Amministrazioni destinatarie come detto sopra ma si preoccuperà anche di inviare le relative ricevute e notifiche per la gestione del processo ai soggetti interessati (trasmittente e destinatario).
Il Decreto Ministeriale 3 aprile 2013, numero 55, stabilisce le regole in materia di emissione, trasmissione, ricevimento, notifiche e ricevute della fattura elettronica e ne definisce il formato.
L’ Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione del Politecnico di Milano con l’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica alla PA stima un risparmio di un miliardo di euro l’anno per la PA ed altri 500 milioni di euro per i fornitori della PA stessa affermando anche che i risparmi potrebbero diventare stratosferici, stimati in circa 60 miliardi di euro l’anno, nel caso si estendesse la digitalizzazione a tutto il ciclo che va dall’ordine al pagamento e per tutte le relazioni tra le imprese.
I risparmi derivanti dall’introduzione della fatturazione elettronica per la singola impresa variano infatti da circa 2-4 euro a fattura, se si parla di fatture non strutturate (quindi non direttamente elaborabili dai sistemi di chi le riceve), a circa 5-9 euro a fattura in caso di fatture strutturate (in formato direttamente elaborabile come la fatturazione elettronica alla PA).
Maggiori vantaggi, sempre secondo i dati del Politecnico di Milano, possono essere poi raggiunti con la completa digitalizzazione del ciclo che va dall’ordine al pagamento, con risparmi di costo compresi tra i 25 e 65 euro a ciclo per la singola impresa, cliente o fornitore che sia. Secondo i numeri, in Italia, è in continuo aumento il numero di imprese che stanno andando in questa direzione. Un buon numero di aziende è già oggi infatti culturalmente vicino alla fatturazione elettronica gestendo almeno un documento del ciclo dell’ordine in formato elettronico ma ancora sono meno dello 0,5% quelle con relazioni in grado di ridurre in modo sostanziale il costo del ciclo.
Ma al di là dei risparmi aziendali diretti derivanti dalla riduzione dei costi di stampa, inchiostri, metri quadrati per la conservazione cartacea, risorse umane per l’archiviazione manuale e la successiva eventuale ricerca dei documenti in archivio, la digitalizzazione dei processi aziendali ne migliora l’efficienza, la qualità ed il controllo e quindi più in generale la produttività, fattori molto importanti soprattutto in un contesto altamente competitivo come quello attuale.
Anche lato PA la nuova procedura di fatturazione elettronica introduce sensibili benefici, primo fra tutti la possibilità di gestire con certezza l’ammontare dei pagamenti verso i fornitori e monitorarne i relativi tempi.
L’obbligo di fatturazione elettronica , associato ad una digitalizzazione delle procedure interne autorizzative può ridurre i tempi di pagamento della PA e far risparmiare, sempre secondo i dati del Politecnico di Milano, interessi di mora tra i 4,4 e i 6,7 miliardi di euro in un anno.
La fatturazione elettronica garantirà inoltre anche un controllo analitico dei vari capitoli di spesa soprattutto in ottica spending review e rappresenta un primo fattore di ammodernamento dei rapporti pubblico e privato che spesso fa da traino verso una rivisitazione dei rapporti anche nelle relazioni privato privato.
Strumenti, norme, regole e maggiori informazioni sui formati della fattura elettronica e sul Sistema di Interscambio sono disponibili al link www.fatturapa.gov.it, sito dedicato esclusivamente alla fatturazione elettronica verso le Pubbliche Amministrazioni reso disponibile da Agenzia delle Entrate e Sogei.

Fisco più semplice con San Marino

Lotta all'evasione. Con la pubblicazione in Gazzetta del decreto dell'economia saranno cancellati gli obblighi derivanti dalla black list.
Niente segnalazione per gli scambi commerciali - Meno vincoli sulla residenza delle persone fisiche

L'uscita di San Marino dalla black list rappresenta una sorta di chiusura tombale delle liti che hanno percorso i rapporti tra l'Italia e il Titano.
Un rapporto che è diventato esplosivo dopo il boom economico dell'Italia con la disponibilità di capitali (non solo della vicina Romagna) in cerca di sicurezza dalle turbolenze nazionali e di trattamenti fiscali di favore nella garanzia delle più assoluta impenetrabilità del segreto bancario.
(...)
Sicuramente la conseguenza di maggiore impatto per gli operatori nazionali, è quella di non dovere più compilare nelle transazioni con gli operatori della Repubblica di San Marino le "comunicazioni black list" obbligatorie per i soggetti passivi Iva che realizzano operazioni rilevanti ai fini del tributo con operatore di Paesi rientranti nell'elenco del Dm del 4 maggio 1999.

Il sole 24 ore - 14 febbraio 2014 - G. Costa


Fonti:
- Correre delle comunicazioni
- Politecnico di Milano
- Fatturapa.gov.it
- ICT4executive


Maggiori informazioni sul software di conservazione sostitutiva ArchiviOK sono disponibili all’indirizzo http://www.dataprintgrafik.it o richiedele contattandoci all’indirizzo e-mail: commerciale@dataprintgrafik.it.